
Lo scialpinismo è una pratica che dà agli appassionati di montagna grandissime soddisfazioni.
Per praticarlo, tuttavia, è necessario avere una buona preparazione fisica e una forte consapevolezza dei pericoli che il fuori pista può riservare.
ATTENZIONE!
Non si assumono responsabilità circa le condizioni e la segnaletica dei percorsi.

GRAN BELLA GARA A VETAN
A Vetan vince Ivan Murada che riesce grazie alla sua esperienza a lasciarsi dietro tutti gli avversari. Dopo l’abbondante nevicata il tracciato era comunque in ottime condizioni grazie all’eccellente lavoro svolto dallo Sci Club Vetan. “Sono molto contento della vittoria – dice Ivan al traguardo - anche se temo di essere entrato in forma troppo presto per questo inzio di stagione. Il mio obiettivo è quello di poter rientrare in squadra nazionale, anche se sono consapevole di aver vinto qui perché i miei avversari principali sono impegnati in Coppa del Mondo.”
Chamin (m. 1400) → Becca di Tos (m. 3302 - 6h00/6h30), difficoltà Buon Sciatore, esposizione Nord
Da Chamin seguire il segnavia 4A, salire il bosco tenendosi sulla sinistra sino a raggiungere un tratto più pianeggiante con bosco rado, dove si traversa verso sinistra sino alle baite di Province (m. 1837). Puntare l'evidente canale ripido posto sulla destra del vallone, sotto la Becca di Verconey (m. 2925), e salirlo sino a raggiungere una zona dossi più pianeggiante che conduce al ghiacciaio di Tos. Risalirlo in centro sino a raggiungere la punta con gli sci ai piedi. Discesa lungo l'itinerario di salita. Gita molto bella, lunga e varia, che richiede un buon allenamento. Pericolo valanghe lungo il ripido ed evidente canale che da accesso al ghiacciaio di Tos.
Planaval (m. 1557) → Orfeuille (m. 1982) à Château Blanc (m. 3408 - 6h00/6h30), difficoltà Buon Sciatore (corda, piccozza, ramponi), esposizione Nord Est
Da Planaval, seguire la carrozzabile che in breve porta agli alpeggi di Orfeuille (segnavia 19), quindi salire il lungo canalone che porta alla parte alta più pianeggiante. Risalire i grandi pendii con percorso non obbligato, restando sempre a nel centro sinistra della becca di Orfeuille. Risalire il lungo ghiacciaio di Château Blanc sino a poco prima dell'omonimo colle, quindi svoltare a sinistra e risalire l'ultimo ripido pendio sino alla punta. Discesa Lungo l'itinerario di salita. E' una gita molto lunga ma in ambiente splendido. Parte del tracciato fa parte della famosa gara di scialpinismo "Tour du Ruitor". Pericolo valanghe lungo la strada che porta agli alpeggi di Orfeuille, lungo canalone sopra l'alpeggio di Orfeuille, pendio finale prima della punta.
Vedun (m. 1528) → Col de Bard (m. 2157) → Pointe Fetita (m. 2623 - 3h30), difficoltà Medio Sciatore, esposizione Est
Gita a torto poco conosciuta che offre un panorama stupendo sul Monte Bianco. Dalla piazzetta di Vedun dove si lascia l'auto, imboccare la strada interpoderale e seguirla sino alle baite di Clapey (segnavia 1C). In questo tratto, seguire sin dove è possibile la vecchia mulattiera, più ripida ma anche più veloce. Proseguire lungo la strada pianeggiante, sino ad imboccare sulla sinistra un'altra strada. Seguirla sino a sbucare in una bella radura, al principio della quale si inizia a salire a sinistra nel rado bosco sino a sbucare sul largo crestone. Da questo punto, la vista sulla catena del Monte Bianco è particolarmente bella. Seguire il largo crestone sulla destra, superare il col de Bard e proseguire senza percorso obbligato per ampi pendii, sino all'ampia vetta della Punta Felita. In discesa è possibile scendere direttamente lungo gli ampi pendii sino alle baite. Spostarsi gradatamente verso destra lungo radure e tratti di rado bosco di larici, sino a raggiungere nuovamente la strada che si segue sino a Vedun.
Testo di Sergio Enrico tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia
La Clusaz (m. 1650) → Col de Planaval (m. 3010 - 4h00), difficoltà Medio Sciatore, periodo marzo-aprile
Gita molto bella anche se la prima parte deve essere effettuata portando gli sci a spalle. L'esposizione in pieno sole consiglia la salita al mattino presto e possibilmente in una giornata. Si risale la Valgrisenche per circa 10 km fino a quando non si incontra la deviazione, sulla destra, per la località Planaval. Imboccare la strada di Planaval, attraversare l'abitato e proseguire sino a La Clusaz, dopo un centinaio di metri, ad un tornante lasciare l'auto. Con gli sci a spalle seguire il ripido sentiero che con tracciato molto panoramico risale le ripide balze rocciose. Dopo un traverso si arriva ad una baita abbandonata. Si prosegue lungo una ripida valletta passando nei pressi di alcune prese dell'acqua sino a dove il pendio si addolcisce. Se non si sono già messi gli sci prima, sicuramente da questo punto inizia la neve. Attraversare verso sinistra lungo delle bellissime vallette, passare nei pressi delle baracche du Fond e continuare per ampi pianori. La vista sul ghiacciaio e sul vallone del colle è veramente spettacolare. Si arriva così alla base del lungo vallone, che con percorso sempre più ripido conduce al colle.
Testo di Sergio Enrico tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia
Bruil (m. 1723) → Casotto di Sort (m. 2295 - 2h10 a piedi in estate) → Plan di Feyes (m. 2393 - 3h25 a piedi in estate), difficoltà Buono Sciatore
Nei pressi della casa del Parco, si imbocca il sentiero 9 che transita nei pressi dell'alpeggio Pré-du-Bois. Si entra nel bosco, quindi si incontra un canale, dove si gira a sinistra per salire al Casotto di Sort. A sud del Casotto del Parco, il sentiero 8 entra in un valloncello e sale ai ruderi della montagna di Sort. Si gira a destra per guadagnare le ampie praterie alpine del Col Gollien, quindi ci si abbassa sul sentiero che aggira una zona rocciosa e raggiunge il Plan di Feyes.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame Bruil (m. 1723) → Casotto di Sort (m. 2295 - 2h10 a piedi in estate) → Col de Sort (m. 2960 - 3h30), difficoltà Buono Sciatore, periodo gennaio-metà maggio, esposizione ovest
Nei pressi della casa del Parco, si imbocca il sentiero 9 che transita nei pressi dell'alpeggio Pré-du-Bois. Si entra nel bosco, quindi si incontra un canale, dove si gira a sinistra per salire al Casotto di Sort. A sud del Casotto del Parco, il sentiero 7 entra in un valloncello e sale ai ruderi della montagna di Sort. Si continua verso il Col de Sort.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame e dal sito del CAI Valle d'Aosta www.caivda.it
Bruil (M. 1723) → Tête d'Entrelor (m. 2580 - 2h30), difficoltà Medio Sciatore, esposizione ovest e nord
Itinerario corto ma molto piacevole che percorre la prima parte del vallone di Sort. Appena dopo l'abitato di Rhêmes-Notre-Dame, lasciare l'auto nel parcheggio coperto. Dal parcheggio attraversare il torrente e risalire lungo una strada interpoderale, passando di fianco ad una grande costruzione. Proseguire in direzione della croce ben visibile del Château-Quelet. Arrivati sotto, lasciare sulla destra il tracciato verso il vallone di Entrelor ed imboccare un valloncello sulla sinistra. Il tracciato (segnavia 9) prosegue tra gli alberi in mezzacosta sino a risalire più ripido verso destra. Si sbuca così nei pendii superiori, meno ripidi e con pochi alberi. Si lascia a sinistra la casa dei guardaparco e si prosegue lungo ampi pendii. Sullo sfondo è ben visibile il colle di Sort e più a destra i bei pendii che conducono al Gran Gollien. Si risale sulla destra un vallone un pò più ripido sino a sbucare in una piccola conca e con un traverso verso destra raggiungere un colletto e successivamente la punta.
Testo di Sergio Enrico tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia
Bruil (M. 1723) → Cima di Entrelor (m. 3430 - 5h30), difficoltà Medio Sciatore, periodo gennaio-aprile, esposizione ovest - sud ovest
Gita giustamente famosa e frequentata. Si svolge in un bellissimo vallone ed offre una bellissima discesa fino alla croce in legno (2104 m), dopo un pochino accidentata. Una delle più belle gite scialpinistiche della Valle. Raggiunta la chiesa al centro di Bruil si svolta a sinistra e si parcheggia davanti al municipio. Si segue la gita con le racchette fino agli alpeggi di Entrelor (2142 m) (segnavia 10/AV2). Si continua lungo l'ampio vallone tenendosi leggermente sulla destra. Si entra poi in una piccola valletta pianeggiante (circa 2900 m) e si devia a sinistra ad evitare pendii ripidi. Si risalgono ora i pendii del ghiacciaio di Entrelor poggiando verso destra. A quota 3200 m si affronta il ripido pendio (PD, S3/S4, solo con neve sicurissima) che porta al colletto tra l'anticima e la cima che si raggiunge in breve verso destra a piedi (3426 m). Con neve poco sicura dal pianoro di 3200 m si devia a sinistra su pendii poco ripidi a raggiungere l'anticima Nord (3397 m).
Testo di Andrea Sappino tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia
Thumel (m. 1868) → Alpe Vaudalettaz (m. 2443 - 2h00 a piedi in estate) → Col Leynir (m. 3084 - 4h00 a piedi in estate) E+EE
Dal parcheggio situato poco prima di Thumel, si prosegue lungo la strada asfaltata e, dopo alcune centinaia di metri, girare a sinistra su una stradina sterrata che scende ad un bar. Proseguendo (segnavia 11), si oltrepassa il ponte sulla Dora di Rhêmes, quindi si sale nel bosco costeggiando il torrente Vaudalettaz. Si sale poi su praterie, si attraversa il torrente e si raggiunge la montagna Vaudalettaz dove si può osservare l'alpeggio in pietra con volte a botte. Poco sotto l'alpe è stato ricavato, da alcuni ruderi, un casotto di sorveglianza del Parco. Il sentiero prosegue a ridosso delle baite per portarsi ai piedi del Col Leynir.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame
Bruil (m. 1723) → Thumel (m. 1868) → Rifugio Benevolo (m. 2285) → Tsanteleina - Parete Nord (m. 3601 - 5h00), difficoltà Ottimo Sciatore Alpinista, periodo marzo-giugno, esposizione nord - nord est
Gita molto impegnativa nei 500 metri finali. Si deve affrontare un ripido pendio (40°). Fino al Col de Tsantelèina è molto semplice. Ambiente spettacolare. Da fare solo quando la parete è in ottime condizioni. Si segue la valle fino a Rhêmes-Notre-Dame e al foyer delle piste (1740 m) da fondo dove si parcheggia. In stagione avanzata si può proseguire in auto fino a Thumel (1879 m) risparmiando almeno un'ora. Da Rhêmes (1740 m) si seguono le piste da fondo fino a Thumel (1879 m). Da qui si segue il sentiero estivo (segnavia 13) del rifugio Benevolo che passa vicino ad una cappella (1936 m), passa a mezzacosta alto sulla Dora passa per gli alpeggi di Barmaverain (2037 m) e arriva al ponte Romano sulla Dora. Si supera la Dora e si sale per dossi alle montagne di Lavassey e al rifugio Benevolo (2285 m). Dal rifugio si scende sulla destra ad attraversare la dora, poi si risale il ripido pendio di destra e con una lunga diagonale, tagliando delicati pendii molto ripidi, si arriva alla conca del lago della Granta Parei (2576 m). Su pendii molto meno impegnativi si raggiunge la conca del Lac de Tsanteleina (2696 m) sotto la parete est della Granta Parei. In caso di dubbi si può arrivare fin qua partendo dal rifugio e procedendo a sinistra del Truc de Tsanteleina, aggirandolo e salendo poi su pendii moderati verso destra, per un valloncello e con un breve tratto più ripido. Dal lago si prosegue sul ghiacciaio poco inclinato, costeggiando tutta la parete della Granta Parei. Giunti in vista della vetta, si punta decisamente verso il largo Col de Tsanteleina (3154 m) che si raggiunge affrontando una ripida scarpata (utile a volte una corda). Dal colle si volta a sinistra e si arriva alla base della parete. La si affronta tenendosi il più possibile sulla destra, meno ripido, dove si può salire sci ai piedi. Si punta ad un evidente canale nella barra rocciosa (qui di solito si lasciano gli sci) e si sale alla vetta (3601 m).
Testo di Andrea Sappino tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia
Bruil (m. 1723) → Thumel (m. 1868) → Rifugio Benevolo (m. 2285) → Granta Parei (m. 3381 - 6h00), difficoltà Ottimo Sciatore Alpinista, periodo aprile-metà giugno, esposizione nord, corda, piccozza, ramponi
Da Thumel, seguire la carrozzabile o le tracce del sentiero estivo posti sulla destra della valle sino a dove il ponte attraversa la dora di Rhêmes 2085 mt, quindi tenendosi sul lato sinistro, raggiungere in breve il rifugio Benevolo. Attraversare il ponticello sotto al rifugio e puntare in direzione ovest. Risalire la bastionata rocciosa che conduce al ghiacciaio di Goletta, seguendo le tracce del sentiero estivo (segnavia 13D). Portarsi sul ghiacciaio di Goletta e costeggiare la base della parete ovest sino a raggiungere il grande pendio che scende dalla depressione delle punte nord e sud. Salirlo nel suo centro. A volte nella parte centrale si è obbligati a fare un piccolo tratto a piedi, per la presenza di piccoli risalti rocciosi. Raggiunta la cresta finale, percorrerla verso sinistra, e con facili ma aerei passaggi su roccia, raggiungere la vetta. Pericolo valanghe: molti canali laterali lungo la valle che conduce al rifugio Benevolo, pendio che risale in mezzo alla bastionata rocciosa che conduce al ghiacciaio di Goletta, pendio finale sotto la vetta.
Bruil (m. 1723) → Thumel (m. 1868) → Rifugio Benevolo (m. 2285) → Punta Galisia (m. 3446 - 6h00), difficoltà Buono Sciatore Alpinista, periodo marzo-metà giugno, esposizione nord est, corda, piccozza, ramponi
Da Thumel, seguire la carrozzabile o le tracce del sentiero estivo posti sulla destra della valle sino a dove il ponte attraversa la dora di Rhêmes 2085 mt, quindi tenendosi sul lato sinistro, raggiungere in breve il rifugio. Continuare in direzione sud, tenendosi a sinistra del canyon, sino a raggiungere il ghiacciaio di Fond. Con percorso non obbligato, puntare alla punta, prestando attenzione ai numerosi crepacci. Pericolo valanghe: molti canali laterali lungo la valle che conduce al rifugio Benevolo.
Bruil (m. 1723) → Thumel (m. 1868) → Rifugio Benevolo (m. 2285) → Alpe Grand Vaudalaz (m. 2338 - 1h00) → Grand Vaudalaz (m. 3272 - 5h00), difficoltà Buono Sciatore, periodo marzo-metà giugno, esposizione nord, ramponi talvolta utili
Da Thumel, seguire il pianoro e poco prima della congiunzione tra il torrente di Gran Vaudalaz con la dora di Rhêmes, attraversare il ponte. Immettersi quindi nella gola incassata del torrente Vaudalaz e risalirla se la valanga ha già scaricato in precedenza, altrimenti salire il pendio a sinistra della gola lungo le tracce del sentiero estivo sino agli alpeggi di Vaudalaz. Svoltare man mano sulla destra tenendosi nel centro valle e salire il pendio posto tra la punta Pallettaz e la punta Rosset, sino a raggiungere il ghiacciaio. Salirlo senza percorso obbligato sino a raggiungere la punta. Pericolo valanghe: canale incassato che da quota 2000 mt conduce agli alpeggi di Vaudalaz, lungo il torrente omonimo. Discesa lungo l'itinerario di salita, oppure sul versante Ovest con percorso non obbligato sino a quota 2600 mt circa, quindi svoltare completamente sulla destra sino al rifugio Benevolo. La discesa a valle si può intraprendere lungo la carrozzabile o tenendosi alti sulla destra orografica della dora di Rhêmes, sino a raggiungere Thumel.
Vens (m. 1735) → Lac du Joux (m. 1893) → Pointe Oilletta (m. 2616 - 2h30), difficoltà Medio Sciatore, esposizione Sud Est, periodo gennaio-aprile
Gita poco nota e poco battuta ma interessante nonostante la brevità. Il pendio è sempre continuo e dopo una bella nevicata diventa molto bello. La vetta è molto panoramica. La prima parte della gita è in un bel bosco e poi su una bella dorsale con molte varianti possibili. Da Vens si sale lungo la vecchia mulattiera al laghetto sotto il col du Mont-Joux. In alternativa si può arrivare fin qui con la macchina, quando sono aperte le piste da fondo. Dal laghetto si segue la direzione della palina e si entra nel bosco. Facendo attenzione ai segni (bolli 29) si sale nel bel bosco, mai troppo fitto, senza via obbligata. Intorno ai 2100 metri si esce dal bosco e si percorre il bel crestone che con strappetti e piccole pause porta fino alla cima.
Testo di Andrea Sappino tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia
Diga di Beauregard (m. 1770) → Rifugio Bezzi (m. 2284 - 4h00), difficoltà Medio Sciatore, periodo gennaio-maggio, esposizione sud-est
Itinerario di accesso al rifugio Bezzi, punto di appoggio per numerose splendide gite nell'alta Valgrisenche. Pericolo acuto di valanghe lungo tutto il percorso da Usellières in su. Particolare attenzione alla stretta dopo Saxe Ponton. Si risale la valle sino a raggiungere il capoluogo. Superato quest'ultimo si seguono le indicazioni per Bonne, si supera un tunnel paravalanghe e, dopo alcuni tornanti si raggiunge il bordo della diga. Si attraversa la diga e si parcheggia. Solo a tarda stagione si può raggiungere Usellières (1778 m) in auto (5 km). Dalla diga (1770 m) si percorre tutta la strada carrozzabile, si superano due gallerie, (attenzione alle numerose stalattiti che si formano sulle pareti rocciose, alcune molto grandi), e si raggiunge la frazione di Usellières. Si prosegue (1784 m, bivio della strada visibile anche in inverno) in direzione Sud tenendosi in questo tratto sulla sponda orografica destra. Si superano due pianori e si raggiunge la Montagna Saxe Ponton (2047 m). Da qui seguire il corso della Dora, ricoperto da slavine, si supera la stretta e si poggia verso la sponda orografica destra e per dossi si raggiunge il rifugio.
Testo di Andrea Sappino tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia
Rifugio Bezzi (m. 2284) → Truc Blanc (m. 3405 - 4h00), difficoltà Medio Sciatore, periodo gennaio-maggio, esposizione sud-est
La gita è bella e non difficile. Assolutamente da non perdere l'abbinamento con la gita della becca di Giasson per realizzare uno splendido anello. Si risale la valle sino a raggiungere il capoluogo. Superato quest'ultimo si seguono le indicazioni per Bonne, si supera un tunnel paravalanghe e, dopo alcuni tornanti si raggiunge il bordo della diga. Si attraversa la diga e si parcheggia. Solo a tarda stagione si può raggiungere Usellières (1778 m) in auto (5 km). Da qui si raggiunge il punto di partenza seguendo l'itinerario per il Rifugio Bezzi. Dal rifugio Bezzi si percorre il piano di fronte e si affronta il pendio ripido a sinistra del rifugio fino a raggiungere il piano di Vaudet (2650 m circa). Si volge a sinistra, si scavalcano due dorsali e si entra nel vallone dove si trova il ghiacciaio di San Martino (3100 m circa), sotto la parete della Pointe Bassac Nord, che si risale fino al colle del Truc Blanc (3241 m). Si piega a sinistra e si affronta il pendio che porta in vetta (3405 m).
Testo di Andrea Sappino tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia
Rifugio Bezzi (m. 2284) → Becca de Giasson (m. 3215 - 3h00), difficoltà Medio Sciatore, periodo gennaio-maggio, esposizione sud-est
Si risale la valle sino a raggiungere il capoluogo. Superato quest'ultimo si seguono le indicazioni per Bonne, si supera un tunnel paravalanghe e, dopo alcuni tornanti si raggiunge il bordo della diga. Si attraversa la diga e si parcheggia. Solo a tarda stagione si può raggiungere Usellières (1778 m) in auto (5 km). Da qui si raggiunge il punto di partenza seguendo l'itinerario per il Rifugio Bezzi. Dal rifugio Bezzi si segue l'itinerario del Truc Blanc fino all'erta sotto il colle. Si devia allora verso sinistra fino a raggiungere l'ampio colle del Giasson (3154 m). Si sale verso destra e in breve si è facilmente in vetta (3215 m). Per la discesa, si ritorna al colle e si scende verso Nord sul ghiacciaio di Giasson (attenzione a qualche crepaccio). Si va un pochino verso destra a raggiungere le morene e si prosegue nel bel vallone sottostante fino alle alpi di Mont Fortchaz (2180 m). Si scende ora un pochino a sinistra (direzione Nord-Ovest) nel bel bosco ben sciabile, si raggiungono le baite di Arolla (1921 m) e poi la strada poco prima di Usellieres.
Testo di Andrea Sapino tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia
Bonne (m. 1810) → Mont de l'Arp Vieille (m. 2963 - 3h00), difficoltà Medio Sciatore, periodo dicembre-aprile, esposizione est
Da Bonne proseguire lungo la strada innevata per un tratto per poi imboccare sulla destra una strada interpoderale. Seguirla (tagliando in alcuni tratti) sino ad arrivare nella bella conca superiore. Seguire il fondo pianeggiante sino a risalire sulla sinistra un tratto ripido (pericoloso in caso di neve instabile) che permette seguendo alcune vallette di raggiungere il valloncello sotto al colle dove è situato un vecchio ricovero militare. Seguire il valloncello per poi proseguire o lungo il crestone di sinistra oppure spostandosi verso destra per ampi e ripidi pendii sino alla vetta.
Testo di Sergio Enrico tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia