Percorsi sulla neve al ritmo della natura

Foto Cooperativa Habitat

Le ciaspole per lunghi e rilassanti percorsi a stretto contatto con un ambiente incontaminato, immersi in un'atmosfera rilassante, ovattata e silenziosa.

Le racchette da neve consentono di  esplorare il territorio in perfetta sintonia con la natura.

Nella maggior parte dei casi, non esistono percorsi ma si possono fare interessanti escursioni seguendo gli itinerari dei sentieri estivi.

I tempi di percorrenza sono indicativi e variano a seconda del tipo di neve e delle condizioni del percorso.

Vi invitiamo a svolgere questa attività in compagnia delle guide escursionistiche naturalistiche o delle guide alpine.

 

ATTENZIONE!
Non si assumono responsabilità circa le condizioni e la segnaletica dei percorsi.

Arvier

Chamin (m. 1407) → Borègne (m. 2000 - 2h00), difficoltà media
Itinerario lungo segnavia 4A.

Planaval (m. 1553) → Orfeuille (m. 1982) → Becca Ceré (m. 2434 - 2h45), difficile
Da Planaval, si torna indietro a piedi per un breve tratto sulla strada percorsa, e sulla destra si prende la stradina che conduce alle indicazioni per l'Alpe dell'Orfeuille (segnavia 19). Si comincia a salire, tenendo alla propria destra il canalino valanghivo i cui d'estate scorre un ruscello. Con non poca fatica, risalendo un poco a zig-zag, si giunge all'Orfeuille. Si sale ancora per 200 metri su ripidi declivi, poi la pendenza si fa più dolce; sono ora evidenti i due spartiacque tra cui è chiuso il valloncello: il Mont Orfeuille a Nord, la Becca di Céré a Sud. La meta dell'escursione si raggiunge appunto ai 2434 metri della becca; il panorama va dal versante opposto della valle centrale all Valgrisenche. Un avvallamento erboso sulla cresta, essendo esposto a Sud, consente di gustarsi una meritata pausa al sole. È possibile continuare a risalire il valloncello, piacevolmente ondulato, sino a circa 2600 metri di quota, ai piedi del ghiacciaio Château Blanc. L'itinerario presenta, in particolar modo nel suo tratto iniziale, alcuni tratti esposti alle valanghe: occorre qui essere prudenti più che mai.
Testo tratto dal libro "Le racchette da Neve" di Alessandro Leopardi e Marco Seghezzi - Le Guide di Take

Avise

Vedun (m. 1517) → Col de Bard (m. 2157 - 3h00), facile
Raggiunta la frazione di Vedun, nel comune di Avise, imboccare, nei pressi della cappella, la strada sterrata che si addentra nel vallone di Vertosan (segnavia 1C). Durante il percorso si supera la località di Clapey e si raggiunge un crocevia. Trascurato il ramo di destra, continuare a salire sul ramo di sinistra alla volta degli alpeggi di Maisonettes Vieilles, Dzette e infine Or de Bard. Da qui si piega a sinistra sul sentiero che sale a mezzacosta fino a raggiungere il Col de Bard.

Vens di Saint-Nicolas (m. 1735) → Lac du Joux (m. 1893) → Col du Joux (m. 1930 - 0h10) → Maisonnettes Neuves (m. 1822 - 0h20) → Jovençan (m. 1864 - 1h40) → Chalet du Tronchey (m. 1946 - 1h55) → Alpe Ruine nella Comba di Vertosan (m. 2084 - 2h30), media difficoltà, esposizione Sud, periodo dicembre-marzo
La comba di Vertosan può essere considerata una splendida oasi per l'escursionismo invernale, infatti lo sviluppo della valle permette di godere appieno delle suggestioni invernali con una lunga camminata senza eccessivo dislivello. Si supera il piccolo villaggio di Vens e, dopo 2 chilometri, si raggiunge il comodo piazzale antistante al laghetto di Joux. Lasciata l'auto ci si incammina sulla destra del laghetto raggiungendo in breve la pista di fondo. La si percorre, tralasciando la deviazione a destra per l'alpage de Bettex, sino al Col de Joux. Dal colle si incomincia a discendere nel vallone di Vertosan raggiungendo l'alpeggio di Maisonnettes Neuves, si prosegue ancora per una decina di minuti in leggera discesa sino a raggiungere la massima depressione (1797 m) dopo la quale il percorso inizia un lungo tratto praticamente pianeggiante risalendo il vallone sulla sua sinistra orografica. Lentamente il paesaggio si apre e sullo sfondo appare la Punta Flassin e la splendida distesa nevosa che la precede. Dopo 1h10' si incontra una palina segnaletica localizzata al congiungimento della stradina proveniente da Vedun. Si prosegue sempre diritto (segnavia 1E) in direzione nord lasciando sulla destra l'alpeggio Or de Breuil e, poco dopo, un ponticello che attraversa il torrente Vertosan (da trascurare). Si percorre ora un ulteriore tratto pianeggiante ai margini del bosco di larice; sulla sinistra si superano i ruderi dell'alpe Breuil e si incontra, successivamente, una palina segnaletica (1864 m,1h20') con la deviazione per l'alpe Or de Fra. Ancora un breve tratto praticamente pianeggiante e si raggiunge il villaggio di Jovençan. Da Jovençan si incomincia la risalita (segnavia 10) verso la parte alta del vallone, sempre nella sua sinistra orografica; superato un casolare in legno il percorso risale un breve pendio nevoso ed in breve raggiunge lo Chalet du Tronchey immerso in una macchia boschiva. Poco dopo si esce dal bosco e si incontra la deviazione a destra per il colle Vertosan, da trascurare. Ormai si intravede la meta, l'alpe Ruine è visibile sulla sinistra. Si prosegue verso il fondo del vallone procedendo con un ampia curva verso sinistra che segue il torrente che proviene dai laghi di Zioule. A quota 2064 m si svolta a sinistra attraversando il torrente e, procedendo in leggera salita, si raggiunge infine l'Alpe Ruine. Dall'alpeggio si può godere di una bella vista su tutta la Comba di Vertosan e sulle lontane vette della Valgrisenche. La discesa si svolge sullo stesso itinerario percorso in salita (2h00'). Informarsi bene sulle condizioni nivometeorologiche prima di intraprendere il percorso: fino a Jovençan non vi sono particolari problemi, ma bisogna affrontare i pendii nevosi prima dell'Alpe Ruine solo in condizioni di neve assestata.
Testo di Massimo Martini tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia

Introd

Plan du Saint Père (m. 1307) → Les Combes (m. 1333 - 0h10 a piedi in estate) → Croux de Bouque (m. 1720 - 1h10 a piedi in estate), difficoltà facile/media
Il tracciato inizia sull'ampio pianoro Lieu-dit Plan du Saint Père, luogo caro ai Papi che qui hanno trascorso numerosi soggiorni estivi. Si prosegue poi lungo la strada dirigendosi verso il villaggio di Les Combes (segnavia 4). Poco dopo aver oltrepassato il museo dedicato a Giovanni Paolo II, il tracciato si inoltra nel bosco misto di abete rosso e larice, sviluppandosi in parte su sentiero, in parte su pista forestale. Il percorso descrive numerosi tornanti lungo il pendio in alcuni punti abbastanza ripido e raggiunge infine la croce votiva installata sullo sperone roccioso denominato Coux de Bouque. Da questo punto panoramico, attrezzato con panche e tavoli per la sosta, si può godere di uno splendido panorama sulla cosiddetta "plaine" di Aosta. Il rientro è possibile anche seguendo il segnavia 5 verso Combientse ed in seguito il tracciato 5A  fino a Les Combes.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd

Plan du Saint Père (m. 1307) → Les Combes (m. 1333 - 0h10 a piedi in estate) → Combientse (m. 1775 - 1h20 a piedi in estate) → Plan Bry (m. 1920 - 1h45 a piedi in estate), difficoltà facile/media
Il tracciato inizia sull'ampio pianoro Lieu-dit Plan du Saint Père, luogo caro ai Papi che qui hanno trascorso numerosi soggiorni estivi. Si prosegue poi lungo la strada dirigendosi verso il villaggio di Les Combes. Il primo tratto del percorso, fino ad una quota di m. 1660, si svolge su un tracciato comune al sentiero 4 che conduce alla Coux de Bouque. Dopo il bivio situato in una radura del bosco, si prosegue sulla larga pista forestale che risale il versante in direzione sud-ovest fino a raggiungere Combientse (segnavia 5), riconoscibile per la presenza di due vecchi ruderi seminascosti dalla vegetazione. Poco oltre Combientse, sulla sinistra, si diparte un sentiero che sale dolcemente lungo il pendio poco ripido fino a raggiungere l'ampia conca verdeggiante di Plan Bry, nel comune di Arvier, alle falde del Mont de l'Âne. Il rientro da Combientse è possibile anche percorrendo il sentiero 5A.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd

Plan du Saint Père (m. 1307) → Les Combes (m. 1333 - 0h10 a piedi in estate) → Combientse (m. 1775 - 1h20 a piedi in estate), difficoltà facile/media
Il tracciato inizia sull'ampio pianoro Lieu-dit Plan du Saint Père, luogo caro ai Papi che qui hanno trascorso numerosi soggiorni estivi. Si prosegue poi lungo la strada dirigendosi verso il villaggio di Les Combes (segnavia 4). Il tracciato 5A, unitamente al sentiero 5, concorre a creare un itinerario ad anello che si sviluppa attraverso i boschi, a monte del borgo rurale di Les Combes. Dopo aver raggiunto il bivio poco oltre il villaggio, si imbocca sulla destra il sentiero che si inoltra nel fitto bosco misto di larici e abeti rossi, entro il quale, l'occhio attento potrà notare la presenza di alcune aie carbonili: piazzole artificiali create nel sottobosco, nelle quali veniva fatto ardere il legname parzialmente interrato per ottenere il carbone. Il sentiero, dopo aver descritto numerosi tornanti lungo il versante, raggiunge Combientse. Da qui si può proseguire la passeggiata lungo il percorso 5 fino a Plan Bry. Il rientro da Combientse è possibile anche percorrendo il sentiero 5.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd

Rhêmes-Notre-Dame

Bruil (m. 1723) → Vallone dell'Entrelor fino ai piedi del ghiacciaio de l'Entrelor (m. 2700 - 3h30), difficile
Ci si incammina dal piazzale antistante la chiesa di Rhêmes-Notre-Dame, si attraversa il torrente sul ponte a ridosso dell case di Bruil e si imbocca la mulattiera che sale rapidamente nel bosco (segnavia 10/AV2). Dopo alcuni tratti ripidi si giunge alla grande roccia sormontata da una croce metallica visibile fin da paese, chiamata Château-Quelet (m. 2007). Segue un tratto ripido verso destra che conduce alla seconda croce (m. 2096) che dà accesso al vallone dell'Entrelor. Da questo punto si prosegue tenendosi al centro del vallone, si oltrepassa l'alpeggio di Entrelor e si raggiunge la base dell'ultimo pendio ripido, limite inferiore del ghiacciaio sopra citato. Si può effettuare la discesa verso Chaudanne e raggiungere il lago Pellaud. Escursione impegnativa, la prima parte del tracciato è ripida e un po' faticosa; una volta entrati nel vallone i pendii si fanno più dolci ed il percorso diventa vario.
Testo tratto dal libro "Le racchette da Neve" di Alessandro Leopardi e Marco Seghezzi - Le Guide di Take

Rhêmes-Saint-Georges

Coveyrand (m. 1205) → Alpe Verrogne (m. 1602 - 1h30), difficoltà E, esposizione Ovest (scarsamente soleggiato)
Questa escursione si svolge nel selvaggio ambiente soprastante il comune di Rhêmes-Saint-Georges: in questo punto la valle e stretta ed il sole in inverno appare raramente ma non mancano le suggestioni cromatiche e, perché no, qualche simpatico incontro con la fauna del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Lasciata l'auto nei pressi della chiesa parrocchiale ci si incammina su di una stradina che dopo un paio di tornanti raggiunge il divieto di transito e l'inizio dell'itinerario con le racchette da neve. Si risale una stradina poderale innevata che risale la destra orografica della valle di Rhêmes. Dopo alcuni minuti la stradina svolta a destra sino a raggiungere un bivio con un pannello segnaletico in legno (1320 m, 0h10'): si svolta a destra, seguendo le indicazioni per Verrogne, e si risale in direzione del fondo valle. La salita è dolce e, in presenza di un buon innevamento, si può provare la sensazione dell'invernalità: ombra, alberi innevati e colori glaciali. Si superano alcuni tornanti che fanno prendere leggermente quota e si prosegue lasciandosi tentare da alcuni interessanti scorci sulle guglie rocciose della Becca di Tos (3301 m). Dopo una mezzora di percorso poco variato si incontra il casolare d Ronc (1391 m, 0h30') e si prosegue per un lungo tratto relativamente rettilineo: la salita è lieve, costante e senza particolari strappi. Dopo il lungo tratto semi-rettilineo si svolta a sinistra inoltrandosi in una fitta abetaia: in questo tratto è incontrare qualche animale del Parco come il camoscio o la volpe. L'itinerario volge al termine quando, tra i larici radi, si intravedono i primi casolari di Verrogne: pochi metri e si raggiunge il villaggio (1602 m, 1h30'); in questo angolo dimenticato si può apprezzare una bella vista sul Mont Fallère. La discesa si svolge sullo stesso itinerario della salita. In caso di strada innevata si consiglia di lasciare l'auto lungo la strada regionale onde evitare di rimanere bloccati sull'irta stradina.

Saint-Nicolas

Vens (m. 1735) → Alpeggi di Leitanaz (m. 1867 - 0h20) → Alpe di Sécheron (m. 2152 - 1h30), facile, esposizione Sud - Sud Est, periodo dicembre-marzo
Breve itinerario che attraversa gli ampi crinali della Becca d'Aouille. Il percorso è quasi interamente esposto a sud quindi prende sole interamente e per lungo tempo: questo permette di gustarsi splendide giornate invernali ma al contempo riduce la durata della neve. Si supera il piccolo villaggio di Vens e, all'altezza di un tornante, si può lasciare l'auto. Il parcheggio è molto piccolo e non vi stanno più di due auto. Lasciata l'auto si imbocca la pista innevata che procede inizialmente in leggero falso piano, dopo alcuni minuti la pista svolta verso destra e subito ci si imbatte su di una bella veduta sulla Grivola. Il cammino procede ora svoltando leggermente a sinistra portandoci su di un'ampia balconata che sorvola la valle centrale. Superato il bivio per Vedun, segnalato da una palina, si continua a marciare in leggera salita sino a raggiungere gli alpeggi di Leitanaz. Dagli alpeggi si svolta leggermente a sinistra risalendo la pista che si inserisce in una conca; dopo alcuni minuti si incontra un secondo alpeggio (1908 m, 0h30') ed in seguito si incomincia a risalire una pista poderale che risale con cinque ampi tornanti crinali sottostanti la Becca d'Aouille e la Punta Leysser. Dopo il quinto tornante il tragitto percorre un lungo tratto in traverso sino a raggiungere il margine alto di un bosco di larice: attraversate le sue ultime propaggini ci si avvicina ad un paio di tornanti dai quali si può apprezzare una bella vista sui monti della bassa Valgrisenche ed il sottostante villaggio di Vens. Ormai siamo nei pressi della nostra meta: un lungo tratto rettilineo ci conduce all'Alpe Sécheron. Dall'alpeggio si può godere di una bella vista sui monti a sud di Aosta: dal Mont Emilius al Ruitor. La discesa si svolge sullo stesso itinerario percorso in salita (1h00'). Il percorso di discesa può essere affrontato lungo i ripidi pascoli innevati: se le condizioni della neve son ottimali il divertimento è assicurato!
Testo di Massimo Martini tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia

Saint-Pierre

Vetan: percorso segnalato per racchette da neve. Località di partenza Moulin de Papagrand (sopra piazzale Hotel Notre Maison). Percorso adatto ad adulti e bambini. Circa 3,5 km di cammino.
Dislivello 200 m circa. Altitudine 1800-2000.

Vetan Dessus (m. 1708) - Becca France (m. 2312) 3h00.
In estate segnalato come sentiero n° 12/10/9A.  Difficoltà media .

Sarre

Tza de Metz (m. 2249) - Thouraz (m. 1655) 2h30 ca
In estate segnalato come sentiero n° 8B. Difficoltà media.

Thouraz (m. 1655) - Tza de la Comba (m. 2260) 2h30 ca
Periodo consigliato febbraio/aprile. In estate segnalato come sentiero n° 9. Facile.

Valgrisenche

Bonne (m. 1810) → Arp Vieille (m. 2207) → Ricovero Crova (m. 2405 - 3h00), difficoltà media
Da Bonne si percorre la strada innevata che costeggia l'invaso della diga di Beauregard, sino a quando non si sale per l'Arp Vieille, svoltando alla propria destra. Seguendo questo tracciato (ignorare il bivio per Alpettaz) si arriva comodamente a Meillar, e altrettanto facilmente all'Arp Vieille; tuttavia, è forse più breve e piacevole se, abbandonata la strada del pianoro che si incontra prima di giungere ai primi alpeggi, si va subito per l'Arp Vieille dirigendo verso Nord. Si prosegue poi verso Ovest tenendosi al centro del vallone, e in breve, superato senza fatica un dislivello di circa 200 metri si giunge al ricovero Capitano Crova.
Testo tratto dal libro "Le racchette da Neve" di Alessandro Leopardi e Marco Seghezzi - Le Guide di Take

Usellières (m. 1778) → Rifugio Chalet de l'Epée (m. 2370 - 2h30), difficoltà EE
Si risale la valle sino a raggiungere il capoluogo; superato quest'ultimo si seguono le indicazioni per Bonne, si supera un tunnel paravalanghe e, dopo alcuni tornanti si raggiunge il bordo della diga. Si svolta a sinistra e si discende sul muro dello sbarramento, lo si attraversa ed infine si raggiunge un parcheggio ove lasciare l'auto. Lasciata l'auto ci si incammina lungo la stradina che conduce ad Usellières (5 km) costeggiando il lago artificiale di Beauregard. Il primo tratto dell'itinerario è pressoché pianeggiante e, dopo esser transitati sotto una galleria scavata nella roccia, si raggiunge il bivio per Rocher (1775 m, 0h20) e da qui l'inizio della salita. Si svolta a sinistra e si inizia a risalire una pista innevata spesso battuta dagli sci-alpinisti al rientro; dopo quattro tornanti si ragigunge un bivio (1854 m, 0h30): si volta a destra seguendo le indicazioni per Plontaz e Quattro Denti. Ci si addentra nel bosco prevalentemente di larice (Larix decidua) percorrendo un lungo tratto pressoché rettilineo; dopo aver superato un accumulo valanghivo si raggiunge la splendida radura sotto gli alpeggi abbandonati di Bouque (1922 m, 0h45) che si raggiungono dopo aver effettuata un'ampia svolta a sinistra. Superato Bouque si rientra nel bosco e si risale il crinale con una serie di tornanti sino a raggiungere il bivio per il Rifugio (2010 m, 1h00): si seguono le indicazioni per l'Epée lasciando qui la stradina percorsa fino a questo punto. Seguendo la traccia, normalmente presente, ci si addentra nel Bois de Mugner al cospetto di imponenti larici e qualche rado Abete rosso (Abies picea). Questo tratto, in leggera salita, si alterna tra facili pianori e alcuni traversi non molto comodi da percorrere; lentamente si incominciano ad aggirare le pendici del Truc de la Seyaz fuoriuscendo dal bosco in vista della strada estiva che risale da Usellières. Si percorre ancora un breve tratto a mezza costa inserendosi nel letto innevato del Torrent de Bouque da risalire sino ai piedi di Epée (2345 m). Si è ormai in vista della meta, si percorre il pianoro sottostante ed infine si raggiunge il Rifugio Chalet de l'Epée (2370 m, 2h30). Dal riufugio si può godere di una splendida vista panoramica su tutta la costiera montuosa della Valgrisenche occidentale, dalla Becca Souessa al Rutor. Il ritorno avviene per la medesima via dell'andata (1h30).
Testo di Massimo Martini tratto dal sito www.inalto.org © 2000-2008 Martini Multimedia

Valsavarenche

Rovenaud (m. 1463) - Maisoncles (m. 1854) 1h15.
In estate segnalato come sentiero n° 12. Difficoltà media.

Eaux Rousses (m. 1666) - Orvieille (m. 2165) 2h00
In estate segnalato come alta via n° 2. Facile.

Villeneuve

Champlong Dessus (m. 1017) - Poignon (m. 1560) 1h30/2h00
In estate segnalato come sentiero n° 1A/1. Difficoltà facile/media
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