Scoprire le mille facce della cultura: leggende

Qualche racconto tradizionale di fatti molto lontani nel tempo.

La leggenda del Ruitor

Foto D. Cesare

C'era una volta, là dove si estende oggi l'enorme ghiacciaio del Ruitor, un'immensa prateria. Centinaia di mucche brucavano l'erba profumata ed i fiori spuntavano abbondanti poiché il clima era caldo e le emperature miti.

Un giorno, Gesù Cristo, vestito da povero, bussò alla porta del ricco proprietario dell'alpeggio e gli domandò una scodella di latte per inzuppare il suo pane. Il ricco dal cuore di pietra disse: "Piuttosto che donare una scodella di latte ad un vecchio vagabondo come te, preferisco rovesciare sull'erba del prato tutto il latte contenuto in questa caldaia" e ordinò ai suoi servitori di versare il latte sul prato. Il povero guardò la prateria inondata di latte e disse: "Vedrai come i prati rimarranno bianchi a lungo!" Nello stesso momento, enormi nuvole bianche si addensarono nel cielo e la neve cominciò a cadere. Il mattino dopo i prati erano tutti bianchi e nevicava ancora, e continuò a nevicare giorno e notte per molto tempo. L'uomo ricco fu sepolto dalla neve con i suoi beni e tutti i suoi servitori.

Fu così che il bellissimo alpeggio dell'uomo ricco divenne l'immenso ghiacciaio del Ruitor.

La leggenda della stella alpina.

Foto E. Rettori - ImageVallée

Una giovane della valle aveva sposato un montanaro che saliva spesso verso i ghiacciai per cogliere il profumatissimo genepi e per dare la caccia alle marmotte.

Un giorno il giovane sposo partì come aveva fatto tante altre volte per la montagna, ma non fece più ritorno. Invano la moglie lo attese per tre giorni; nessuno lo aveva visto sulla montagna e nessuno aveva sue notizie. Allora la povera sposa, prese sulle spalle il sacco e salì verso il ghiacciaio a cercarlo.Scorse ad una ad una tutte le cime, esaminò le valli, cercò nel fondo di tutti i crepacci e finalmente lo rinvenne. Ma, ahimè, lo trovò morto. Allora, affranta dal dolore, la povera sposa sedette sulla sporgenza della roccia, e si mise a piangere, e pianse per tutta la notte. 

All'alba, i suoi capelli e le sue ciglia erano coperti da un velo di brina, come una peluria d'argento."Signore" disse rivolgendo gli occhi al cielo, "Io non ho il coraggio di staccarmi da mio marito, lasciatemi qui perché io possa vederlo sempre nel suo letto eterno di ghiaccio." Iddio ebbe pietà della sposa innamorata e la convertì nel fiore più bello delle Alpi:  la stella alpina.

La leggenda del seppellimento del villaggio di Thora

Secondo la leggenda le cause della catastrofe della Becca France, sarebbero collegate all’antica ricchezza del villaggio che avrebbe fatto dimenticare ai suoi abitanti la legge della carità verso i poveri.

La leggenda narra infatti che la sera del 4 luglio un povero mendicante camminava per il borgo di Thora chiedendo un po’ di ristoro ed un riparo per la notte. L’uomo bussò di porta in porta e invece di ricevere aiuto veniva schernito e deriso. Deluso da tanta insensibilità bussò ad una catapecchia da cui uscì una povera vedova che accolse il mendicante dicendogli: “Non sono ricca, ma venite a riposare sotto il mio tetto. Sarei felice di dividere con voi un tozzo di pane, ma le nostre provviste sono finite, i miei bambini ed io abbiamo consumato oggi stesso il nostro ultimo pane”. Il mendicante ringraziò la vedova per il suo buon cuore e vedendo in lei tanta comprensione per le sue sofferenze le disse: “Andate, buona donna, nel granaio vi troverete pane in abbondanza per la vostra famiglia e per me”. La vedova andò e con grande stupore trovò il granaio pieno di pani. La famiglia mangiò allegramente e quando il pranzo fu finito il mendicante disse alla vedova: “ Domani sera alla stessa ora, Thora sarà distr utto. Prima che faccia giorno, prendete i vostri bambini, uscite dal villaggio e nascondetevi in un luogo sicuro”. Dopo aver pronunciato queste parole il viandante scomparve. La vedova obbedì alle indicazioni impartite dal mendicante e il 6 luglio 1954 alle 6 del mattino, improvvisamente la Becca France crollò e la prospera borgata fu seppellita per sempre.

Tratto dal sito www.regione.vda.it

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