Percorsi di natura

Foto M. Lumignon

 Senza falsa modestia: se nel Gran Paradiso c'è qualcosa di cui proprio ci possiamo vantare è la maestosità della natura!

 Pensate al blu del cielo, all'immensità degli spazi aperti, alla varietà della flora e della fauna e non potrete che darci ragione.

Arvier

3 - La Ravoire (m. 944) → Lac de Lolair (m. 1182 - 0h45) E 
Dal parcheggio del villaggio La Ravoire, salire la stradina ed attraversare il centro abitato, per uscire su una pista erbosa e trascurare la diramazione a destra per Rochefort. Si raggiunge una poderale e si prosegue sulla mulattiera a sinistra. Continuare in salita e riprendere l'antica via a destra, nel bosco. Un ultimo attraversamento e si giunge ad un bivio. Si va a sinistra su un percorso lastricato, poi tra terrazzamenti incolti sino alla sterrata che seguiamo a sinistra sino al termine, nelle vicinanze di un oratorio. Si lascia la mulattiera a destra e, dopo le belle case in pietra, attraversare il pianoro sino a giungere al laghetto di Lolair, circondato da un canneto e ricco di specie vegetali e animali rare in Valle d'Aosta. Il lago è un sito di grande interesse naturalistico, dal 1993 è Riserva naturale regionale. E' situato su un terrazzo di una spalla glaciale all'ingresso della Valgrisenche, racchiuso dalle pareti rocciose del Mont Collomb. Sul versante opposto della Valle si erge la severa torre del castello di Montmayeur. Possibilità di avvistare stambecchi, camosci, aquile reali, marmotte. È possibile proseguire sul sentiero 3 fino al villaggio di Baise-Pierre e continuare fino a Baulin seguendo l'itinerario 20 del comune di Avise.
Varianti: Si può raggiungere il Lac de Lolair sempre percorrendo il sentiero 3 ma partendo dal villaggio di Baise-Pierre oppure anche percorrendo l'itinerario 20 del comune di Avise.

Avise

10 - Jovençan (m. 1867) → Lacs de Dzioule (m. 2543 - 3h00) E
Si segue la strada poderale fino in fondo al vallone di Vertosan verso Jovençan. Poco prima del villaggio, prendere il bivio sulla destra e percorrere la strada poderale verso l'alpeggio di Rovine fino al bivio con il sentiero che sale verso il Col Flassin. Si prende il sentiero 10 che sale sulla destra del torrente. Poco dopo troverete il bivio per il Col Citrin, mantenete la sinistra salendo fino alle rovine delle baite Berrio Noir. Proseguite ancora per alcuni tornanti fino a raggiungere i laghi. Possibilità di avvistare cervi, camosci, caprioli, aquile reali, galli forcelli, pernici bianche, lepri variabili, marmotte. Il rientro è possibile anche percorrendo il sentiero 11. Adatto anche ai bambini per il primo tratto su strada poderale, fino al bivio per il Col Citrin.

11 - Jovençan (m. 1867) → Lacs de Dzioule (m. 2543 - 3h00) E
Lungo la strada poderale che scende verso il vallone di Vertosan prima delle malghe di Jovençan, si attraversa il torrente sulla sinistra e si segue la poderale che sale fino all'alpeggio Or de Fra. Giunti alle stalle, il sentiero si distacca verso nord, prosegue in direzione di un vallone erboso, attraversa alcune formazioni rocciose fino a giungere ai laghi di Dzioule che sono situati su di uno stupendo terrazzamento alla base della Tête de Serena e della Pointe Valletta. Possibilità di avvistare cervi, camosci, caprioli, aquile reali, galli forcelli, pernici bianche, lepri variabili, marmotte. Il rientro è possibile anche percorrendo il sentiero 10.
Testo tratto dall'opuscolo "Itinerari facili per più stagioni fra Avise, Saint-Nicolas e Saint-Pierre" del Comune di Avise

19 - Col du Joux (m. 1930) → Lac Leysser  (m. 2396 - 2h00) → Col Palettaz (m. 2707 - 4h00) E
Dopo il Lac du Joux si segue il sentiero che sale sulla destra verso Bettex. La strada poderale quasi pianeggiante si inoltra nel bosco di larici. Si segue quindi il sentiero che sale a tornanti nel valloncino a destra fino a giungere alla base di un piccolo scivolo d'acqua formato dall'emissario del lago. A sinistra sale il sentiero a tornanti stretti e ripidi che porta al terrazzamento alla base del Mont Rouge dove è posto il lago. Da qui si avanza, senza l'ausilio di un sentiero tracciato, verso l'ultimo ripido costone del Col Palettaz. Adatto anche ai bambini per il primo tratto su strada poderale. Possibilità di avvistare cervi, camosci, caprioli, aquile reali, galli forcelli, pernici bianche, lepri variabili, marmotte.

21A/AV2 - La Clusaz (m. 1694) → Lac du Fond (m. 2438 - 2h30) → Col de la Crosatie (m. 2826 - 4h00)
Itinerario segnalato anche come AV2 (tappa 9). Risalendo la Valgrisenche si raggiunge la località di Planaval e si prosegue in auto fino alla frazione di La Clusaz. Raggiunto il villaggio, si prosegue verso sinistra fino ad oltrepassare un tornante dove si trova l'imbocco del sentiero (a monte della strada). Il sentiero sale attraverso un bosco, tocca le rovine dell'alpeggio Bénévy, uscendo poi nei pascoli nei pressi di una vasca dell'acquedotto. Si raggiunge poi un pianoro cosparso di grandi massi; si prosegue sul sentiero immerso nel verde dei pascoli, si costeggia per un tratto il torrente e lo si attraversa verso sinistra per salire poi un costone che porta ad un altro pianoro. Riattraversato il torrente verso destra, si prosegue con percorso pianeggiante fino a raggiungere i resti dell'alpeggio Baraques Du Fond. Poco dopo, il sentiero svolta sulla destra e sale al Lac du Fond. Dal lago, attraversato il ruscello di uscita, si costeggia la sponda per un breve tratto fino a trovare sulla destra il sentiero che, fra pascoli, ricomincia a salire decisamente. Oltrepassate alcune balze erbose si percorre una lunga diagonale in mezzacosta, verso destra, fino a raggiungere gli ultimi risalti rocciosi e da questi il Colle de la Crosatie. Possibilità di avvistare stambecchi, camosci, aquile reali, pernici bianche, lepri variabili, marmotte.

Introd

1C - Mont Blanc (m. 2203) → Maisonettes (m. 2224 - 0h15) E
Seguire il sentiero 1 fino ad al Mont Blanc, sito facilmente riconoscibile per i caratteristici affioramenti calcarei color biancastro. Da qui, il sentiero si sviluppa su terreno prevalentemente pianeggiante in direzione sud e raggiunge l'alpeggio abbandonato di Maisonnettes. Qui lo sguardo può spaziare lungo tutta la Valsavarenche e non è raro incontrare gli abituali frequentatori dei pascoli alpini: camosci, stambecchi e marmotte.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd

Rhêmes-Notre-Dame

SENTIERO NATURA "IL FONDOVALLE" - Chanavey (m. 1696) → Lago Pellaud (m. 1801 - 1h00) T
Il tema del sentiero è legato alla morfologia della valle, la fauna e la flora, le attività dell'uomo. Il primo tratto del percorso, da Chanavey a Bruil, è pavimentato e agevola il transito di passeggini, carozzelle e diversamente abili. Si oltrepassa il ponte sul torrente e si prosegue costeggiando il torrente sulla destra. L'itinerario si sviluppa su strada poderale e successivamente su sentiero. Si prosegue sempre diritto dopo l'abitato di Bruil e si raggiunge, dopo un leggero tratto in salita, la frazione di Chaudanne e successivamente il lago Pellaud, situato in un boschetto con comode panchine. Possibilità di avvistare stambecchi, camosci, aquile reali, galli forcelli, lepri variabili, marmotte. Si può proseguire verso Thumel lungo l'itinerario 11A.
Varianti: Il lago è comodamente raggiungibile anche dalla strada regionale della Val di Rhêmes (5 minuti a piedi dal villaggio Pellaud).

8 - Artalle (m. 1723) → Casotto di Pechoud (m. 2057 - 1h15) → Chausettaz (m. 2191 - 2h00) → Casotto di Sort (m. 2295 - 3h30) → Plan di Feyes (m. 2393 - 4h45) E
Si imbocca il sentiero che sale tra larici secolari. Si attraversa poi un largo canalone detritico e si continua nel ripido bosco di larici e pini cembri, per giungere a Pechoud. Il Casotto del Parco risale al 1894 ed è uno dei più antichi. Da qui si prosegue al margine della foresta, fino a raggiungere l'alpeggio Chausettaz. Oltre al vasto panorama si possono osservare nocciolaie, galli forcelli, camosci, stambecchi e marmotte. Dall'alpeggio Chausettaz si percorre il sentiero che costeggia le pendici della Testa di Sort, fino a raggiungere il Casotto di Sort. Panoramica escursione tra larici e pioppi tremoli. Si può proseguire lungo il sentiero 7 fino al Col de Sort. A sud del Casotto del Parco, il sentiero entra in un valloncello e sale ai ruderi della montagna di Sort. Si gira a destra per guadagnare le ampie praterie alpine del Col Gollien, quindi ci si abbassa sul sentiero che aggira una zona rocciosa e raggiunge il Plan di Feyes. È frequente l'incontro con branchi di camosci. Si può proseguire sul sentiero 10 fino al Col de l'Entrelor. Da Chausettaz, si può rientrare verso il villaggio Carré (→ Artalle 0.5 km a piedi) sull'itinerario 8A. È possibile rientrare verso Bruil dal Plan di Feyes con il sentiero 10 oppure ripercorrere il sentiero 8 fino al Casotto di Sort e scendere a Bruil lungo il percorso 9, o ancora rientrare sul sentiero 8 fino a Chausettaz e scendere a Bruil (→ Artalle 1.7 km a piedi), Chanavey (→ Artalle 1.5 km a piedi) o Carré (→ Artalle 0.5 km a piedi) con i rispettivi sentieri 8C, 8B o 8A. Possibilità di utilizzare l'autobus da Bruil o Chanavey fino a Carré.
Varianti: Si può raggiungere Chausettaz anche percorrendo i sentieri 8A, 8B, 8C. Si può raggiungere il Plan di Feyes anche percorrendo il sentiero 10.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame

8A - Carré (m. 1645) → Chausettaz (m. 2191 - 1h45) E
Dal villaggio Carré, passato il ponte sulla strada regionale, risalire tutto il bosco di pini e larici, sino al raggiungimento del piano di Chausettaz, da dove avrete una splendida veduta panoramica. È facile incontrare camosci, caprioli e marmotte. La passeggiata può proseguire fino al Casotto di Pechoud e rientrare verso il villaggio Artalle (→ Carré 0.5 km a piedi) sull'itinerario 8.
Varianti: Si può raggiungere Chausettaz anche percorrendo i sentieri 8, 8B, 8C.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame

8B - Chanavey (m. 1685) → Chausettaz (m. 2191 - 1h45) E
Dal villaggio Chanavey, oltrepassare il torrente, risalire parte delle piste di discesa. Sulla sinistra imboccare il sentiero molto ben evidente sino al raggiungimento del piano di Chausettaz. Pissibili incontri con camosci e galli forcelli. La passeggiata può proseguire fino al Casotto di Pechoud e rientrare verso il villaggio Artalle sull'itinerario 8 (→ Chanavey 1.5 km a piedi), oppure rientrare verso il villaggio Carré (→ Chanavey 0.5 km a piedi) sull'itinerario 8A o ancora scendere al villaggio Bruil lungo il sentiero 8C da dove potrete proseguire fino al villaggio di Chanavey seguendo il sentiero natura "Il Fondovalle". Possibilità di utilizzare l'autobus da Bruil a Chanavey.
Varianti: Si può raggiungere Chausettaz anche percorrendo i sentieri 8, 8A, 8C.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame

8C - Bruil (m. 1723) → Chausettaz (m. 2191 - 1h45) E
Attraversato, nei pressi della casa del Parco, il ponte sulla Dora di Rhêmes, imboccare sulla sinistra il sentiero che si inoltra nel bosco. Dopo aver percorso un breve tratto sulla pista forestale, il sentiero sale a destra tra boschi di conifere fino ad andare ad incrociare due piste da sci. Il sentiero sale decisamente fino a raggiungere una pietraia e successivamente l'alpe Chaussettaz, dove è facile incontrare branchi di camosci. Si può proseguire verso il Casotto di Sort sul sentiero 7 e ritornare verso Bruil scendendo a destra lungo il percorso 9. Il rientro è possibile anche attraverso lo stesso sentiero 8C per i primo tratto e poi, appena prima di incrociare gli impianti di risalita, prendere sulla destra il sentiero 8B che vi porterà a Chanavey da dove potrete proseguire fino al villaggio di Bruil seguendo il sentiero natura "Il Fondovalle". Possibilità di utilizzare l'autobus da Chanavey a Bruil.
Varianti: Si può raggiungere Chausettaz anche percorrendo i sentieri 8, 8A, 8B.

9 - Bruil (m. 1723) → Casotto di Sort (m. 2295 - 2h10)
Nei pressi della casa del Parco, si imbocca il sentiero che transita nei pressi dell'alpeggio Pré-du-Bois. Si entra nel bosco, quindi si incontra un canale, dove si gira a sinistra per salire al Casotto di Sort. Nel tratto finale si può osservare il gallo forcello.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame

10/AV2 - Bruil (m. 1723) → Col de l'Entrelor (m. 3002 - 3h45) E EE
Itinerario segnalato anche come AV2 (tappa 6). Si parte dal centro di Rhêmes-Notre-Dame, si oltrepassa il ponte oltre la Dora di Rhêmes. Si continua lungo una strada verso destra, poi si prosegue a sinistra. Si attraversa un prato, si continua sul sentiero che si inoltra nel bosco, in direzione dello spuntone di Château-Quelet. Si prosegue lasciando a sinistra il sentiero 9 che porta al Colle di Sort. Giunti alla fine del bosco, si prosegue nei pascoli fino ad arrivare alle baite della Montagna di Entrelor. Superate le costruzioni, il sentiero prosegue sulla destra orografica nell'ampio vallone di Entrelor. Si prosegue nei pascoli fino a giungere al Plan-Di-Feyes. Si continua seguendo la segnaletica, al di sopra del tratto più ripido, un'ultima salita più obliqua verso destra porta al Col de l'Entrelor. Il pianoro di Entrelor è popolato da numerose colonie di marmotte e nei pressi del colle è possibile osservare femmine di stambecco con i piccoli.

11 - Thumel (m. 1868) → Alpe Vaudalettaz (m. 2443 - 2h00) → Col Leynir (m. 3084 - 4h00) E EE
Dal parcheggio (a pagamento in alta stagione) situato poco prima di Thumel, si prosegue lungo la strada asfaltata e, dopo alcune centinaia di metri, girare a sinistra su una stradina sterrata che scende ad un bar. Proseguendo, si oltrepassa il ponte sulla Dora di Rhêmes, quindi si sale nel bosco costeggiando il torrente Vaudalettaz. Si sale poi su praterie, si attraversa il torrente e si raggiunge la montagna Vaudalettaz dove si può osservare l'alpeggio in pietra con volte a botte. Poco sotto l'alpe è stato ricavato, da alcuni ruderi, un casotto di sorveglianza del Parco. Il sentiero prosegue a ridosso delle baite, tra pascoli e pietraie, su depositi detritico-morenici e su tracce spesso ricoperte di neve fino a stagione inoltrata, per portarsi ai piedi del Col Leynir. Si sale a sinistra, a margine del piccolo ghiacciaio Vaudalettaz. Lungo il tragitto è possibile vedere caprioli, sulle praterie è facile osservare colonie di marmotte e branchi di camosci. Dal Col Leynir è possibile proseguire e raggiungere il piano del Nivolet. Il rientro è possibile anche proseguendo fino alla montagna Grand Vaudalaz e percorrendo il sentiero 12 che porta a Thumel.
Varianti: Si può raggiungere l'alpe Vaudalettaz sempre da Thumel percorrendo il sentiero 12 passando per la montagna Grand Vaudalaz.

13 - Thumel (m. 1868) → Rifugio Benevolo (m. 2285 - 1h40/2h00) E
Dal parcheggio (a pagamento in alta stagione) situato poco prima di Thumel, si prosegue lungo la strada asfaltata per circa 500 metri, lasciando a sinistra le case del villaggio. Al primo tornante, si prosegue diritto sulla mulattiera che sale tra i larici e prosegue su ampie praterie. Subito dopo il ponte sul torrente Fos, si lascia a sinistra il sentiero 12 per il Col Rosset. Dopo una breve salita con gradoni in pietra, la mulattiera tocca un pianoro sotto la roccia, va quasi in piano e giunge in vista di una bella cascata. La mulattiera continua in lieve salita, poi piega a destra per aggirare un'opera di presa idroelettrica. Si attraversano il torrente Goletta (cascate) e poi la Dora di Rhêmes, sul ponte romano. Si lascia sulla destra l'alpe Lavassey e con tre brevi tornanti si esce a fianco del dosso erboso su cui sorge il rifugio Benevolo. Percorso adatto anche ai bambini utilizzando la strada poderale. Lungo il percorso è facile osservare famiglie di marmotte. Dal rifugio si può proseguire per numerore escursioni: per il lago Goletta e per il Col Bassac Déré sul sentiero 13D, per il Col Rosset seguendo il segnavia 13A ed in seguito il 12, per il Col Nivolettaz sul sentiero 13B, verso il Truc Tsanteleina sul percorso 13C, alla Montagna Goletta sull'itinerario 14. Il rientro è possibile anche percorrendo il sentiero 13A verso la montagna Grand Vaudalaz da cui si può già scendere a Thumel seguendo il percorso 12 oppure si può continuare fino alla montagna Vaudalettaz per poi seguire l'itinerario 11 che porta a Thumel.

13A - Rifugio Benevolo (m. 2285) → Alpe Grand Vaudalaz (m. 2338 - 1h00) → Col Rosset (m. 2935 - 2h30) E EE
Seguire l'itinerario 13 fino al rifugio Benevolo. Da qui si segue la strada di accesso fino al primo tornante e si prende la traccia che sale tagliando i pendii della Punta Lavassey. Fare molta attenzione al tracciato che, nella prima parte, non è sempre evidente. Si raggiunge il vallone di Grand Vaudalaz e si prosegue fino a raggiungere il torrente e l'alpeggio omonimi. Qui si incrocia il sentiero 12 proveniente da Thumel. Si prosegue lungo il torrente tra prati d'alta quota e pietraie, si sale quindi faticosamente a zig-zag tra depositi detritico-morenici e con poche curve finali si giunge al Col Rosset. Lungo l'itinerario è possibile incontrare, oltre ai camosci, famiglie di coturnici ed avvistare l'aquila reale. Dal Col Rosset è possibile proseguire e raggiungere il piano del Nivolet. Il rientro è possibile anche percorrendo il sentiero 12 dall'alpe Grand Vaudalettaz fino a Thumel oppure proseguendo fino alla montagna Vaudalettaz per poi seguire l'itinerario 11 che porta a Thumel.
Varianti: Si può raggiungere l'alpe Grand Vaudalaz anche direttamente da Thumel lungo il sentiero 12 oppure sempre da Thumel percorrendo il sentiero 11 passando per la montagna Vaudalettaz.

13B - Rifugio Benevolo (m. 2285) → Col Nivolettaz (m. 3130 - 3h00) E
Seguire l'itinerario 13 fino al rifugio Benevolo. Da qui si sale verso sinistra alla montagna Basey, quindi si prosegue nel valloncello di destra, tagliando i pendii della Punta Palettaz. Si supera un pianoro percorso da ruscelletti e si continua su pendii detritici fino al valico. Nella parte inferiore del percorso si possono osservare fioriture di ranuncoli e pulsatile, mentre nella parte superiore si possono incontrare pernici bianche.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame

13C - Rifugio Benevolo (m. 2285) → Truc Tsanteleina (m. 2640 - 1h45) → Lac Tsanteleina (m. 2696 - 2h00) → Rifugio Benevolo (m. 2285 - 3h00) E
Seguire l'itinerario 13 fino al rifugio Benevolo. Da qui si segue la strada sterrata attraversando il ponte sulla Dora di Rhêmes e si raggiunge l'alpeggio di Fond, per continuare sul margine del canyon scavato dalla Dora fino nei pressi di un torrente. Si gira allora a destra, risalendo la valletta morenica. Il sentiero sale dolcemente nel vallone dominato dalla Granta Parei fin sotto una parete e con pochi zig-zag esce a un colle. Da qui, girando a destra si raggiunge con pochi passi la panoramica sommità del Truc Tsanteleina; a sinistra invece si sale lungo una cresta morenica fino ad arrivare al suggestivo Lac Tsanteleina. Ritornati al colle, il sentiero prosegue tra pietraia ed erba fino ad un ripiano erboso. Si lascia a sinistra il sentiero per il lago Goletta e si raggiungono le baite in rovina dell'alpe Soches. Si scende quindi nella piana solcata dalla Dora di Rhêmes e dopo alcuni ponti ed una breve risalita si giunge al rifugio Benevolo. È possibile avvistare camosci.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame

13D - Rifugio Benevolo (m. 2285) → Lac Goletta (m. 2795 - 1h30) → Col Basac Déré (m. 3082 - 3h30) E EE
Seguire l'itinerario 13 fino al rifugio Benevolo. Da qui proseguire tra i pascoli verso il torrente e attraversarlo; piegare a destra sulla mulattiera fino a raggiungere le baite in rovina dell'alpe Soches ben visibili dal rifugio e si supera la bastionata che sovrasta il rifugio. Raggiunta la cresta, il sentiero svolta a sinistra, sale fino ad un ripiano sassoso. Si supera un pendio erboso fino a raggiungere l'Alpe di Goletta. Si traversa il pianoro omonimo e, seguendo il sentiero, si arriva al Lac Goletta che è alla base del ghiacciaio omonimo. Vista sulla Granta Parei e sulla valle di Rhêmes. Si prosegue salendo verso la sinistra orografica della valle, si aggira un gradino a destra ai piedi dei torrioni rocciosi della Punta Bassac-Deré. Successivamente un facile pendio porta al valico. Alcune parti del percorso dopo il Benevolo sono ripide. Possibilità di avvistare stambecchi, camosci, aquile reali, pernici bianche, marmotte.

Rhêmes-Saint-Georges

17E - Alpe Changier (m. 2503) → Lacs de Changier (m. 2459/2643 - 0h10/0h30) E EE
Percorso a grande impatto paesaggistico e naturalistico. Si percorrono i sentieri locali 18 fino a Feleumaz e 17 fino all'alpeggio di Changier e al Casotto del Parco. Dall'alpeggio è possibile in pochi minuti ridiscendere verso il più basso e per molti mesi dell'anno prosciugato Lac Changier. Il più alto e panoramico Lac Changier di origine glaciale, si raggiunge invece seguendo il segnavia 17 che dall'alpeggio si inerpica fra aree prative e salti rocciosi fino alla conca glaciale. Dal limpidissimo e profondo lago dentro al quale si riflettono le balze rocciose circostanti (sulle quali spesso fanno capolino branchi di stambecchi), possiamo ammirare numerose vette, fra le quali dominano il Gran Combin e il Cervino.
Varianti: Si può raggiungere l'Alpe Changier anche dal comune di Rhêmes-Notre-Dame, da Chanavey con il sentiero 17 fino all'alpe Queussenaz oppure da Courthoud con i percorsi locali 17B e 17.
Testo tratto dal sito della Pro Loco di Rhêmes-Notre-Dame www.valdirhemes.net

Saint-Nicolas

SENTIERO DEI CALANCHI - Fossaz Dessus (m. 1100/1300 - 2h00/3h00) T
Il percorso proposto si sviluppa attorno all'area calanchiva. Giunti a Saint-Nicolas proseguire ancora per circa 1 km seguendo le indicazioni per Avise; sulla sinistra è ben visibile una piazzola con il fondo in ghiaia dove è possibile parcheggiare. La piazzola costituisce un ottimo punto di osservazione da dove é possibile avere una visione globale sui calanchi. Per una visita di dettaglio imboccare un sentiero sulla sinistra della piazzola che conduce alla frazione Fossaz Dessus, poco a valle. Proseguire lungo la strada asfaltata retrostante la frazione fino ad incontrare sulla destra una strada campestre che conduce al ciglio della scarpata (indicazione Punto Panoramico "Les Cretes"). Da qui si gode di una visione più ravvicinata delle lame calanchive e delle vallecole profondamente incise. Inoltre è ben visibile sul versante opposto la piramide con il grosso masso protettore sulla sua sommità. Costeggiando il ciglio della scarpata si raggiunge la parte più meridionale dell'incisione; prestare attenzione a non sporgersi troppo. Tornare al punto di partenza utilizzando la strada campestre che attraversa i prati e da qui costeggiare a piedi la strada asfaltata che conduce verso Avise-Courmayeur lungo la carreggiata di sinistra, oltrepassare il Torrente Gaboë e proseguire poco oltre il bivio Avise-Vetan; qualche metro prima dell'inizio del guard-rail imboccare un piccolo sentiero che diventa sempre meno evidente fino ad arrivare al ciglio dell'incisione dove è ben visibile dall'alto la piramide con il grosso masso protettore. La discesa offre anche una splendida visione frontale sui calanchi. Risaliti alla strada asfaltata si può proseguire ancora per una decina di metri fino ad arrivare ad un piccolo piazzale, da dove si apre un meraviglioso scorcio panoramico su tutta l'incisione e sul paese di Saint-Nicolas. Periodo consigliato: primavera e autunno quando la vegetazione non è troppo fitta; consigliata la visita nel pomeriggio quando i calanchi sono ben illuminati dal sole.
N.B. : è pericoloso avvicinarsi al ciglio dell'incisione.
Testo tratto dal sito della Regione Autonoma Valle d'Aosta www.regione.vda.it/territorio/geositi

Valgrisenche

8 - Mondanges (m. 1652) → Col Quesseunaz (m. 2896 - 5h00) E
L'itinerario che conduce al Colle di Quesseunaz vi porterà a conoscere il bellissimo vallone di Plontaz, attraverso pascoli fioriti, dall'ottimo foraggio, con il quale si produce una delle migliori fontine della Valle d'Aosta. Salendo incontrerete numerosi alpeggi, molti dei quali purtroppo caduti in rovina. Partendo dal villaggio di Mondanges, poco oltre il Capoluogo, si imbocca il sentiero che ha inizio nei pressi dell'area sportiva (lato Sud). Dopo circa un'ora di marcia nel fresco del bosco, in corrispondenza dei ruderi del Benevy, poco sopra la cappellina di Prariond, ci si immette nella parte bassa del Vallone di Plontaz. Proseguendo per il sentiero alla volta dell'Alpe di Le Bois si passa ai piedi di alcuni larici dalle dimensioni imponenti, alberi ultracentenari sicuramente tra i più vecchi della Valle. All'Alpe Le Bois si attraversa il ponticello in cemento, si segue la strada interpoderale per poco meno di un chilometro e giunti nei pressi dei ruderi di Pra Londzet ci si immette nuovamente sul sentiero. Salendo, prima per mirtilleti e gineprai e poi per ampi pascoli solcati da scintillanti ruscelli si giunge all'Alpe del Plan de la Breille. Se fino a qui avrete sicuramente sentito l'acuto fischio della marmotta e probabilmente ne avrete vista qualcuna fuggire al vostro arrivo, d'ora in avanti prestate attenzione poiché potreste imbattervi in qualche branco di camosci o di stambecchi che hanno deciso di approfittare del buon foraggio del Vallone di Plontaz e stanno tranquillamente pascolando. Oltre il Plan de la Breille il sentiero non è più sempre evidente e malgrado i segnavia gialli sulle rocce siano numerosi, è facile perdere la traccia, questa eventualità non presenta tuttavia dei grossi problemi in quanto una volta giunti intorno a quota 2650-2700 mt, il Colle risulta evidente sulla destra del Vallone dal quale è raggiungibile in circa 45 minuti di cammino su terreno piuttosto faticoso e cedevole. Su alcune cartine è riportato un sentiero, ormai in disuso, che dal colle scende a Rhêmes, a causa del cattivo stato dello stesso e della forte pendenza del vallone è però sconsigliabile intraprendere tale discesa. È possibile il rientro seguendo il sentiero 4 fino a Plontaz, per arrivare fino al bivio con il sentiero 6 lungo il quale si scende a Valgrisenche (→Mondanges 0.5 km a piedi su strada asfaltata).
Varianti: In alternativa si può scegliere come punto di avvio il villaggio di Le Rocher, situato al di sopra della diga, partendo da una quota superiore si evita circa un'ora di cammino e la gita diventa un po' meno faticosa.
Testo tratto dal sito delle Guide Alpine di Valgrisenche www.guidevalgrisenche.com

10 - Usellières (m. 1778) → Alpage Mont Fortchat (m. 2182) → Bivacco Ravelli (m. 2860 - 3h15) E
Si percorre la strada sterrata che conduce anche al Rifugio Bezzi. Al primo bivio si piega a sinistra, passando a monte delle baite di Arolla. Da qui si stacca a destra il sentiero che sale in un bosco di larici catalogati come piante monumentali per via delle loro particolari dimensioni: alcune superano i 3 metri di diametro e i 400 anni di età. Una salita porta ad affacciarsi sul pianoro dove ci sono le baite di Mont Fortchat. Il sentiero attraversa il torrente, tocca l'alpeggio e poi inizia a salire verso destra. Si supera una ripida rampa a destra di un evidente roccione. Poi si giunge ad una salita che, superato un ruscello, porta su una fascia rocciosa fino ad un ripido canalone erboso. Da questo punto si aggira un pianoro acquitrinoso, si sale ad un secondo crinale, si attraversa un torrente fino a raggiungere una morena che chiude a destra il ghiacciaio dell'Invergnan. Si continua fino ad una salita a sinistra su ghiaie, lastroni rocciosi e nevai che porta al bivacco.

Valsavarenche

3A - Croce de la Roley (m. 2313) → Plan Borgnoz (m. 2774 - 1h10) E
Seguire il sentiero 3 fino alla Croce de la Roley. Superata la croce, prendere il sentiero che si stacca sulla destra salendo. Attraversare il ponticello in legno che sovrasta il Torrente del Nivolet ed iniziare la salita che in piccoli tornanti percorre i pascoli dell'Alpe Teureun sulla sinistra. Si taglia la strada carrozzabile per poi proseguire ad ampi tornanti la salita del costone. Si incontra quindi l'itinerario 9, si prosegue diritto (direzione sudovest) sul sentiero pianeggiante che sfiora un casotto dei guardaparco e che in una decina di minuti vi porta all'Alpe Plan Borgnoz. Nel ripiano erboso spesso pascolano camosci e stambecchi. È possibile rientrare anche lungo il percorso dell'andata fino all'Alpe Teureun e quindi seguire il sentiero 3 fino agli alpeggi del Grand Collet e da qui prendere il sentiero 2A che sale fino al Col Grand Collet per scendere poi nel vallone del Grand Etret fino a giungere di nuovo a Pont. Oppure il rientro è possibile anche lungo il sentiero 9/6A verso il vallone di Meyes e quindi scegliere l'itinerario 4 per rientrare di nuovo a Pont.
Varianti: Si può raggiungere Plan Borgnoz anche seguendo i sentieri 4 da Pont, 6 e 6A dal Ponte Grand Clapey, 9 dai Lacs Djouan.
Testo tratto dal libro "Valsavarenche e i suoi sentieri" di Mario Ferrando - Luigino Jocollé - Pino Dupont (Musumeci Editore)

4 - Pont (m. 1952) → Meyes Dessous (m. 2278 - 0h55) → Meyes du Milieu (m. 2342 - 1h10) → Meyes Dessus (m. 2512 - 1h45) → Lac de Meyes Dessus (m. 2589 - 2h15) → Vallone di Meyes (m. 2800 - 2h45) E
A Pont lasciata l'auto imboccare la strada carrozzabile che parte dietro l'albergo Genzianella. Superare la galleria e proseguire fino allo spiazzo dove muore la strada. Imboccare il sentiero che sale il pendio in brevi tornanti fino all'Alpe di Meyes che si compone di tre stazioni distinte in rapida successione. Lasciare sulla destra i casolari e riprendere il sentiero che raggiunge il vallone, proseguire al centro fino a raggiungere il Lac de Meyes Dessus. È possibile osservare femmine di stambecco con i piccoli, camosci, aquila reale. La zona delle Meyes è un belvedere sulla catena del Gran Paradiso. È possibile rientrare con il sentiero 6 fino al Ponte Grand Clapey (Pont 3.5 km a piedi su strada asfaltata), oppure si può proseguire fino a Plan Borgnoz con il sentiero 9/6A e rientrare a Pont con il percorso 3A.
Varianti: Si può raggiungere Meyes anche con il sentiero 6 dal Ponte Grand Clapey oppure dal Col du Nivolet seguendo il percorso 9/6A e dai Lacs Djouan lungo l'itinerario 9/6.
Testo tratto dal libro "Valsavarenche e i suoi sentieri" di Mario Ferrando - Luigino Jocollé - Pino Dupont (Musumeci Editore)

5 - Pravieux (m. 1829) → Lavassey (m. 2194 - 0h50) → Rifugio Chabod (m. 2710 - 2h45) E
Lasciata l'automobile al pianoro dell'Alpe Pravieux, si percorre la strada sterrata fino a raggiungere i casolari. Poi si prosegue per il sentiero fino all'alpeggio di Lavassey, su un percorso fatto di tornanti che si snodano in un bosco di larici e pini cembri. All'altezza del fabbricato si nota un bivio, tenersi sulla destra e percorrere i tornanti successivi. Usciti dal bosco si attraversa i pianori erbosi. Si oltrepassa la Côte Savolère e dopo l'ampio dosso si arriva al Rifugio Chabod. Si può proseguire verso il rifugio Vittorio Emanuele II seguendo il sentiero 1A e scendendo a Pont lungo il percorso 1 (Pravieux 2.5 km a piedi su strada asfaltata). È inoltre possibile proseguire sul sentiero 10A verso il vallone di Levionaz.
Varianti: Si può raggiungere il rifugio anche con il sentiero 5A sempre da Pravieux.

5A - Pravieux (m. 1829) → Lavassey (m. 2194 - 0h50) → Alpage Montandayné (m. 2463) → Rifugio Chabod (m. 2710 - 1h40) E
Lasciata l'automobile al pianoro dell'Alpe Pravieux, si percorre la strada sterrata fino a raggiungere i casolari. Poi si prosegue per il sentiero fino all'alpeggio di Lavassey, su un percorso fatto di tornanti che si snodano in un bosco di larici e pini cembri. Qui si incontra un bivio, si prosegue a sinistra seguendo il sentiero che s'innalza dolcemente con ampie curve sul costone fino a raggiungere il rifugio. Si può proseguire verso il rifugio Vittorio Emanuele II seguendo il sentiero 1A e scendendo a Pont lungo il percorso 1 (Pravieux 2.5 km a piedi su strada asfaltata). È inoltre possibile proseguire sul sentiero 10A verso il vallone di Levionaz.
Varianti: Si può raggiungere il rifugio anche con il sentiero 5 sempre da Pravieux.

6A - Ponte Grand Clapey (m. 1726) → Meyes Dessous (m. 2278 - 1h20) → Meyes du Milieu (m. 2342 - 1h35) → Meyes Dessus (m. 2512 - 2h10) → Lac de Meyes Dessus (m. 2589 - 2h40) Plan Borgnoz (m. 2774 - 3h30) E
Seguire l'itinerario 6 fino al Lac de Meyes Dessus. Proseguire sulla sinistra lasciando a destra il sentiero per il Col Manteau. Nel ripiano erboso di Plan Borgnoz spesso pascolano camosci e stambecchi. È possibile rientrare anche lungo il percorso dell'andata fino all'Alpe Teureun e quindi seguire il sentiero 3 fino agli alpeggi del Grand Collet e da qui prendere il sentiero 2A che sale fino al Col Grand Collet per scendere poi nel vallone del Grand Etret fino a giungere di nuovo a Pont. Oppure il rientro è possibile anche lungo il sentiero 9/6 verso i Lacs Djouan e quindi con il sentiero 8C/AV2 che raggiunge i Casolari di Orvieille e scende fino a Eaux Rousses (Ponte Grand Clapey 1 km a piedi su strada asfaltata).
Varianti: Si può raggiungere Plan Borgnoz anche seguendo i sentieri 3A dalla Croce de La Roley, 4 da Pont e 9 dai Lacs Djouan.

8 - Vers le Bois (m. 1545) → Orvieille (m. 2168 - 2h00) → Alpe Djouan (m. 2516 - 2h15) → Lacs de Djouan (m. 2516 - 3h15) → Lac Noir (m. 2666 - 3h35) → Col Entrelor (m. 3007 - 4h15) E
Itinerario segnalato anche come AV2 (tappa 6) da Orvieille. Partendo da Dégioz si attraversa il torrente in direzione di Creton per raggiungere il villaggio di Vers le Bois. Ci si inoltra quindi lungo la storica mulattiera reale. Il bosco e la conca pascoliva presentano notevoli spunti naturalistici. Raggiunta la sommità del bosco si affronta il costone lungo un sentiero formato da diversi lunghi tornanti. Si tratta di un percorso fortemente legato alla tradizione delle cacce reali del re Vittorio Emanuele II. Oltre alla bellezza del bosco che si attraversa, si può notare la presenza costante di un gran numero di uccelli, di scoiattoli, di lepri bianche e di galli forcelli. Il tragitto è adatto anche a bambini fino ai casolari di Orvieille. Proseguire sul sentiero, segnalato anche come 8C/AV2 da Orvieille, fino all'alpe Tzo-Plana che permette un'osservazione totale della catena del Gran Paradiso. Proseguendo attraverso i pascoli si raggiunge un bivio, continuare diritto per attraversare un costone e superare un ulteriore pendio che conduce ai Lacs Djouan. Lungo l'intero tragitto tra l'alpe di Djouan ed il lago è possibile vedere marmotte. A monte del lago si nota il sentiero 9/6 che prosegue verso il Col du Nivolet. Continuare invece la salita fino a raggiungere il Lac Noir ed infine il Col Entrelor. È possibile proseguire verso la Val di Rhêmes. Al rientro, da Orvieille è possibile scegliere l'itinerario 7 fino a Creton (Vers le Bois 1.5 km a piedi su strada asfaltata) oppure il sentiero 8C/AV2 fino a Eaux Rousses (Vers le Bois 3.5 km a piedi su strada asfaltata, possibilità di utilizzare l'autobus fino a Dégioz).
Varianti: Si può raggiungere Orvieille anche con il sentiero 7 da Creton oppure lungo l'itinerario 8C/AV2 da Eaux Rousses.
Testo tratto dal libro "Valsavarenche e i suoi sentieri" di Mario Ferrando - Luigino Jocollé - Pino Dupont (Musumeci Editore)

8A - Orvieille (m. 2168) → Crou de Bioula (m. 2800 - 2h00) → Punta Bioula (m. 3414 - 5h00) EE
Seguire il sentiero 7 fino a Orvieille. Raggiunta la casa di caccia di Orvieille, imboccare il sentiero che si nota sulla destra e che attraversa il costone. Si giunge quindi ad un magnifico belvedere sulle alpi che dividono la Valle d'Aosta dal Vallese (Mont Vélan, Grand Combin), da qui in avanti il sentiero attraversa il costone di Bioula in ampi tornanti fino a raggiungere il Crou de Bioula. Il sentiero in questo tratto si perde, ma facendo la dovuta attenzione non si dovrebbero avere difficoltà ad individuare il tracciato da percorrere. Quest'itinerario è la base di partenza per l'ascensione alla Punta Bioula, consigliata ad escursionisti esperti in quanto si svolge su di un terreno particolarmente friabile. La presenza degli animali del Parco sul territorio è forte e fra questi si segnala il gipeto.
Testo tratto dal libro "Valsavarenche e i suoi sentieri" di Mario Ferrando - Luigino Jocollé - Pino Dupont (Musumeci Editore)

8B - Orvieille (m. 2168) → Col de Sort (m. 2970 - 2h30) EE
Seguire il sentiero 8 fino a Orvieille. Proseguire sul sentiero, segnalato anche come 8C/AV2 da Orvieille, fino all'alpe Tzo-Plana che permette un'osservazione totale della catena del Gran Paradiso. Prendere sulla destra e risalire il costone fino alle tracce di un vecchio alpeggio. Si raggiunge quindi il vallone che porta al colle. In questo tragitto il sentiero è visibile solo a tratti e la marcia non presenta particolari difficoltà, si consiglia di tenersi leggermente sulla sinistra per superare più agevolmente il pendio finale. La zona è ricca di animali, segnaliamo la notevole presenza di stambecchi. È possibile proseguire verso la Val di Rhêmes (pericolosità del primo tratto del percorso che scende su una ripida pietraia instabile priva di tracce di sentiero).
Testo tratto dal libro "Valsavarenche e i suoi sentieri" di Mario Ferrando - Luigino Jocollé - Pino Dupont (Musumeci Editore)

8C/AV2/SENTIERO NATURA - Eaux Rousses (m. 1666) → Orvieille (m. 2168 - 1h10) E
Itinerario segnalato anche come AV2 (tappa 6). Facile escursione nel Parco Nazionale Gran Paradiso fra stambecchi e camosci. Il sentiero sale da Eaux Rousses, frazione della Valsavarenche. Si imbocca l'itinerario dell'Alta Via 2 che sale dolcemente in un bel bosco di conifere e che lascia spazio a praterie d'alta quota fino alla piana di Orvieille, dove sorge la casa di caccia del Re Vittorio Emanuele II, ora divenuta casotto dei guardaparco. Da qui si gode una magnifica vista sul maestoso gruppo del Paradiso. Si può proseguire lungo l'itinerario 8/AV2 fino al Col Entrelor. Per il rientro è possibile scegliere l'itinerario 7 fino a Creton (Eaux Rousses 1.5 km a piedi su strada asfaltata) oppure il sentiero 8 fino a Vers le Bois (Eaux Rousses 3.5 km a piedi su strada asfaltata).
Varianti: Si può raggiungere Orvieille anche con il sentiero 7 da Creton oppure lungo l'itinerario 8 da Vers le Bois.

10 - Tignet (m. 1665) → Levionaz Dessous (m. 2285 - 2h15) → Col Lauson (m. 3296 - 5h15) E
Giunti alla prima casa posta sulla sinistra della strada si imbocca il sentiero che attraversa il torrente in prossimità della cascata. Il sentiero prosegue in un bosco di larici ed abeti rossi, con ripidi tornanti raggiunge  un bivio. Escludendo il sentiero a destra si prosegue fino a raggiungere il sentiero 10B/AV2 che sale da Eaux Rousses e lo si segue verso sinistra per raggiungere dopo circa 15 minuti le baite di Levionaz Dessous. Percorso l'intero pianoro, il sentiero sale poi decisamente, dapprima fra pascoli quindi su pietraia, fino a conquistare il Col Lauson. È possibile proseguire verso la Val di Cogne (rifugio Sella). Il rientro da Levionaz Dessous è possibile anche percorrendo il sentiero 10B/AV2 verso Eaux Rousses (Tignet 3 km a piedi su strada asfaltata).
Varianti: Si può raggiungere Levionaz Dessous anche con il sentiero 10B/AV2 da Eaux Rousses oppure con l'itinerario 11A da Bocconère.

11 - Dégioz (m. 1540) → Bocconère (m. 2104 - 2h00) → Col Belleface (m. 3095 - 6h00) E+EE
Partendo dalla chiesa parrocchiale, si imbocca la stradina asfaltata che costeggia il cimitero. All'altezza del primo tornante si stacca il sentiero che taglia in diagonale i prati di Dégioz. Poi si entra nel bosco di larici, con una lunga serie di tornanti, su un costone delimitato da due ruscelli. Si continua a salire attraversando più volte un ruscello. Si giunge quindi all'alpe di Bocconère Dessous dove è stato recentemente ristrutturato il casotto del Parco Nazionale Gran Paradiso. Per raggiungere il Col de Belleface, si percorre il sentiero che sale sulla verticale del casotto senza attraversare il canalone. Dapprima il sentiero risulta evidente, salendo però le tracce sono state parzialmente cancellate. Da Bocconère si può raggiungere anche Levionaz Dessous lungo il sentiero 11A.
Varianti: Si può raggiungere Bocconère anche con il percorso 12A da Maisoncles.

12 - Rovenaud (m. 1462) → Maisoncles (m. 1863 - 1h30) → Col Charbonnière (m. 2916 - 6h00) E+EEA
Lasciata l'auto nel piazzale del villaggio, percorrere in direzione Villeneuve la strada regionale per circa 200 metri. Sulla destra, sul ciglio della strada asfaltata, si nota l'attacco del sentiero. Dopo alcuni minuti di marcia si attraversa il canale di Maisoncles e ci si inoltra in un bosco di larici e abeti rossi per raggiungere a comodi tornanti l'Alpe di Maisoncles. Si prosegue fino ad un bivio, tenersi sulla destra e continuare il sentiero che attraverso il bosco conduce ad un costone alla cui sommità si trova un piccolo anfiteatro pianeggiante. Da questo punto si vede il colle. Superato il falso piano farsi guidare dai resti del sentiero fino ad una sporgenza che in pochi minuti raggiunge il posto reale di caccia. L'ultima ora di percorso, quello che di fatto porta al colle, è riservata ad escursionisti con esperienza in quanto il terreno presenta ripidi canalini con massi di instabile equilibrio.
Testo tratto dal libro "Valsavarenche e i suoi sentieri" di Mario Ferrando - Luigino Jocollé - Pino Dupont (Musumeci Editore)

14 - Fenille (m. 1304) → Arolla (m. 2218 - 2h30) → Col Becca Plana (m. 2256 - 3h00) E
Lasciata l'auto sul piazzale del villaggio Fenille, si raggiunge la vicina strada regionale della Valsavarenche. In prossimità del paravalanghe, si prende il sentiero che dopo aver attraversato il torrente Leysettaz sale a tornanti stretti e ripidi il costone erboso per poi inoltrarsi in un bosco di larici. Si incontra poi un canalone che il sentiero percorre fino a raggiungere una scala in legno per permettere il superamento di un salto di circa due metri (tratto del canalone soggetto a scariche di sassi soprattutto in caso di pioggia). Il sentiero prosegue a tornanti nel vecchio bosco di larici fino a raggiungere i primi pascoli ed il casotto dell'Arolla. Si può proseguire verso il Col Becca Plana.
Testo tratto dal libro "Valsavarenche e i suoi sentieri" di Mario Ferrando - Luigino Jocollé - Pino Dupont (Musumeci Editore)

Parco Nazionale Gran Paradiso Fondation Gran Paradis Consorzio Gran Paradiso Natura Valle d'Aosta Turismo AIAT Cogne Gran Paradiso