Tour nel Gran Paradiso
Percorsi ad anello
Avise
Runaz (m. 808) → Pesse (m. 1441 - 1h30) E
Parcheggiata l'auto nei pressi della Maison de Mosse nel villaggio di Runaz, si passa sul retro e si imbocca una poderale segnalata come sentiero 20. In un bosco di latifoglie, si comincia a salire su pendio abbastanza sostenuto, si oltrepassa il sentiero per il Mont Colombo e si arriva ad un bivio. Si tralascia la diramazione di sinistra e si prosegue sul sentiero che ripiana leggermente giungendo a Freynoz. Si tralascia la diramazione di destra e si prosegue in salita per affrontare un tratto piuttosto duro con fondo ghiaioso. Si giunge ad un bivio e prendendo la strada sulla destra, si prosegue verso Pesse. Il rientro è possibile anche seguendo il sentiero 20B.
1C - Vedun (m. 1517) → Mont de Bard (m. 2262 - 3h00) E
Raggiunta la frazione di Vedun, nel comune di Avise, imboccare, nei pressi della cappella, la strada sterrata che si addentra nel vallone di Vertosan. Durante il percorso si supera la località di Clapey e si raggiunge un crocevia. Trascurato il ramo di destra, continuare a salire sul ramo di sinistra alla volta degli alpeggi di Maisonettes Vieilles, Dzette e infine Or de Bard. Da qui si piega a sinistra sul sentiero che sale a mezzacosta fino a raggiungere il Col de Bard (m. 2157). Ora, proseguendo a sinistra sul crinale, si sale alla cima del Mont de Bard. Il sito, molto panoramico sul massiccio del Monte Bianco ma anche su Grivola, Gran Paradiso e una parte della Valle centrale, è stato scelto per collocarvi una delle tavole panoramiche di orientamento dell'Espace Mont-Blanc. Il rientro è possibile anche percorrendo il sentiero 2.
2 - Vedun (m. 1528) → Mont de Bard (m. 2262 - 3h00) → Col Fetita (m. 2557 - 4h00) E
Il percorso si snoda tra ampie praterie alpine toccando numerosi alpeggi, conduce ad una larga cresta, un vero pianoro, tra il vallone di Vertosan e la collina di La Salle. Il sito, molto panoramico sul massiccio del Monte Bianco ma anche su Grivola, Gran Paradiso e una parte della Valle centrale, è stato scelto per collocarvi una delle tavole panoramiche di orientamento dell'Espace Mont-Blanc. Si parte dalla piazzetta adiacente la cappella del villaggio di Vedun, si prosegue lungo la strada poderale fino al tornante di fronte all'alpeggio Clapion. In questo punto il sentiero si inoltra nel bosco fino a giungere al punto panoramico Mont de Bard. Si prosegue lungo la cresta spartiacque per giungere al Col de Bard, un vasto pianoro erboso. Al bivio successivo si può proseguire sulla cresta oppure all'interno dei pascoli fino ad arrivare al Col Fetita. Il rientro dal Col de Bard è possibile anche percorrendo il sentiero 1C.
Varianti: Si può raggiungere il Mont de Bard anche percorrendo il sentiero 1C.
10 - Jovençan (m. 1867) → Lacs de Dzioule (m. 2543 - 3h00) E
Si segue la strada poderale fino in fondo al vallone di Vertosan verso Jovençan. Poco prima del villaggio, prendere il bivio sulla destra e percorrere la strada poderale verso l'alpeggio di Rovine fino al bivio con il sentiero che sale verso il Col Flassin. Si prende il sentiero 10 che sale sulla destra del torrente. Poco dopo troverete il bivio per il Col Citrin, mantenete la sinistra salendo fino alle rovine delle baite Berrio Noir. Proseguite ancora per alcuni tornanti fino a raggiungere i laghi. Possibilità di avvistare cervi, camosci, caprioli, aquile reali, galli forcelli, pernici bianche, lepri variabili, marmotte. Il rientro è possibile anche percorrendo il sentiero 11. Adatto anche ai bambini per il primo tratto su strada poderale, fino al bivio per il Col Citrin.
11 - Jovençan (m. 1867) → Lacs de Dzioule (m. 2543 - 3h00) E
Lungo la strada poderale che scende verso il vallone di Vertosan prima delle malghe di Jovençan, si attraversa il torrente sulla sinistra e si segue la poderale che sale fino all'alpeggio Or de Fra. Giunti alle stalle, il sentiero si distacca verso nord, prosegue in direzione di un vallone erboso, attraversa alcune formazioni rocciose fino a giungere ai laghi di Dzioule che sono situati su di uno stupendo terrazzamento alla base della Tête de Serena e della Pointe Valletta. Possibilità di avvistare cervi, camosci, caprioli, aquile reali, galli forcelli, pernici bianche, lepri variabili, marmotte. Il rientro è possibile anche percorrendo il sentiero 10.
Testo tratto dall'opuscolo "Itinerari facili per più stagioni fra Avise, Saint-Nicolas e Saint-Pierre" del Comune di Avise
19 - Vens (m. 1735) → Jovençan (m. 1866 - 2h00) E
Addentratevi alla scoperta del tradizionale villaggio di Vens e seguite il sentiero n. 19 che in poco tempo vi condurrà al tranquillo laghetto di Joux (m. 1893) per poi proseguire, su strada poderale, in mezzo al fresco bosco di conifere e dentro il soleggiato vallone di Vertosan fino alle malghe di Jovençan, dove, in estate, potrete godere dell'ospitalità della trattoria tipica Lo Gran Baou. Il rientro dal Col di Joux è possibile anche percorrendo i sentieri 30 oppure 30A del comune di Saint-Nicolas (meno adatti per i bambini).
Varianti: Si può raggiungere Jovençan anche percorrendo i sentieri 30 oppure 30A del comune di Saint-Nicolas (meno adatti per i bambini) fino al Col di Joux.
20 - Runaz (m. 830) → Lac de Lolair (m. 1182 - 2h00) → Baulin (m. 1776 - 4h00) E
Da Runaz si segue la poderale per Pesse fino al distacco del sentiero 20 che, superato un bosco, si dirige verso est e raggiunge la cresta spartiacque. Il percorso segue poi la poderale sino alla riserva naturale di Lolair. Il sentiero prosegue a destra, prima in piano poi raggiunge, attraverso ripidi tornanti, l'abitato di Baise-Pierre. Si continua a salire, fino a ritrovarsi dopo il villaggio di Milliery, alla frazione di Baulin. Il rientro è possibile anche percorrendo il sentiero 20A da Milliery passando per il Mont Colombo, oppure lungo il percorso 20bis passando per Pesse, o ancora seguendo l'itinerario 20F per il Col Faveroy proseguendo poi sull'itinerario 20B che si congiungerà al 20bis appena prima di Pesse.
Testo tratto dall'opuscolo "Itinerari facili per più stagioni" dei Comuni di Avise, Saint-Nicolas e Saint-Pierre
Introd
1 - Strada Regionale Valsavarenche (m. 1057) → Arpilles (m. 1810 - 2h00) → Mont Blanc (m. 2203 - 3h00) → Mont Paillasse (m. 2413 - 3h35) E
Itinerario ad alto valore naturalistico-paesaggistico all'interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che si sviluppa lungo il versante sulla sinistra orografica del torrente Savara. Il tracciato inizia 400 metri circa dopo l'abitato di Bioley, lungo la strada regionale per la Valsavarenche e, dopo lunghe diagonali attraverso il bosco misto di latifoglie e conifere, raggiunge gli alpeggi di Arpilles, punto tappa attrezzato per dormire (previa richiesta al comune per il ritiro delle chiavi). I casolari ("Mayen" in dialetto francoprovenzale) ristrutturati di Arpilles, ubicati in una radura all'interno del bosco, ben rappresentano uno degli elementi qualificanti del paesaggio valdostano, quello delle proprietà di media montagna in cui la famiglia agricola tradizionale si trasferiva in primavera e in autunno per utilizzare i pascoli circostanti. Da qui, il sentiero prosegue verso la cresta spartiacque intervalliva che giunge nei pressi del casotto del Parco Nazionale Gran Paradiso sito in località Mont Blanc. Dopo aver risalito il ripido crinale si giunge in cima allo sperone roccioso del Mont Paillasse. Questo sito è stato in passato visitato da Papa Giovanni Paolo II che qui si è recato in preghiera durante uno dei Suoi numerosi soggiorni estivi, come testimoniano la croce votiva e la targa commemorativa installate dall'Amministrazione Comunale. Il rientro dal Mont Blanc è possibile anche percorrendo l'itinerario n. 4 del comune di Rhêmes-Saint-Georges e il sentiero locale n. 3 fino ad Arpilles.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd
3 - Arpilles (m. 1810) → Champromenty (m. 1813 - 0h50) E
Seguire il sentiero 1 fino ad Arpilles. Quest'itinerario si propone come una valida alternativa al sentiero 4 del comune di Rhêmes-Saint-Georges. Dai casolari di Arpilles si possono raggiungere gli alpeggi di Champromenty, senza dover risalire il crinale fino al Mont Blanc, ma seguendo un facile sentiero che taglia a mezzacosta il bosco misto di abeti rossi e larici denominato Bois des Arpilles. La passeggiata può proseguire verso il Mont Blanc e il Mont Paillasse seguendo il sentiero locale 1 oppure il 4 del comune di Rhêmes-Saint-Georges. Il rientro da Champromenty è possibile anche percorrendo il sentiero 3A fino a Soressamont e poi per circa 1 km verso il punto di partenza dell'itinerario 1.
Varianti: Si può raggiungere Champromenty anche percorrendo il sentiero locale 3A.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd
3A - Soressamont (m. 1137) → Champromenty (m. 1813 - 2h15) E
L'itinerario, che si sviluppa sulla destra orografica della Valle di Rhêmes, consente di raggiungere in breve tempo gli alpeggi di Champromenty, entrando così nell'area protetta del Parco Nazionale Gran Paradiso. Partendo dal bacino artificiale di Sorressamont, si percorre un primo tratto piano lungo una strada poderale e, successivamente, dopo circa un quarto d'ora di marcia, si imbocca sulla sinistra un sentiero che si inoltra nel bosco. Il tracciato risale rapidamente nel sottobosco caratteristico di abete rosso e larice raggiungendo, in corrispondenza di una radura, i Mayen di Parriod di David. Da qui, si percorre un tratto su strada interpoderale fino al villaggio di Gerbelle-Dessus, superato il quale, ci si addentra nuovamente nel bosco e si raggiungono infine i pascoli verdeggianti di Champromenty. La passeggiata può proseguire verso il Mont Blanc e il Mont Paillasse seguendo il sentiero locale 1 oppure il 4 del comune di Rhêmes-Saint-Georges. Il rientro da Champromenty è possibile anche percorrendo il sentiero 3 fino ad Arpilles, quindi il percorso 1 fino alla strada regionale per Valsavarenche e poi per circa 1 km verso Soressamont.
Varianti: Si può raggiungere Champromenty anche percorrendo il sentiero locale 1 e poi il 3.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd
4 - Cré (m. 880) → Plan du Saint Père (m. 1307 - 1h00) → Les Combes (m. 1333 - 1h10) → Croux de Bouque (m. 1720 - 2h10) E
Suggestivo itinerario lungo i sentieri frequentati da Giovanni Paolo II nel corso dei Suoi soggiorni estivi. Partendo da Cré si imbocca la vecchia strada comunale per Les Combes che risale il versante attraverso il bosco di pino silvestre. All'interno di quest'ultimo, l'attento escursionista noterà la presenza di numerosi terrazzamenti un tempo coltivati, i quali, dalla metà del secolo scorso, sono stati progressivamente abbandonati e colonizzati dalla vegetazione d'invasione. Il tracciato giunge quindi sull'ampio pianoro Lieu-dit Plan du Saint Père, luogo caro ai Papi che qui hanno trascorso numerosi soggiorni estivi. Si prosegue poi lungo la strada dirigendosi verso il villaggio di Les Combes. Poco dopo aver oltrepassato il museo dedicato a Giovanni Paolo II, il tracciato si inoltra nel bosco misto di abete rosso e larice, sviluppandosi in parte su sentiero, in parte su pista forestale. Il percorso descrive numerosi tornanti lungo il pendio in alcuni punti abbastanza ripido e raggiunge infine la croce votiva installata sullo sperone roccioso denominato Coux de Bouque. Da questo punto panoramico, attrezzato con panche e tavoli per la sosta, si può godere di uno splendido panorama sulla cosiddetta "plaine" di Aosta. Il rientro è possibile anche seguendo il segnavia 5 verso Combientse ed in seguito il tracciato 5A fino a Les Combes.
Varianti: Si può raggiungere Les Combes anche percorrendo il sentiero 4A.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd
5 - Les Combes (m. 1330) → Combientse (m. 1775 - 1h10) → Plan Bry (m. 1920 - 1h35) E
Il primo tratto del percorso, fino ad una quota di m. 1660, si svolge su un tracciato comune al sentiero n. 4 che conduce alla Coux de Bouque. Dopo il bivio situato in una radura del bosco, si prosegue sulla larga pista forestale che risale il versante in direzione sud-ovest fino a raggiungere Combientse, riconoscibile per la presenza di due vecchi ruderi seminascosti dalla vegetazione. Poco oltre Combientse, sulla sinistra, si diparte un sentiero che sale dolcemente lungo il pendio poco ripido fino a raggiungere l'ampia conca verdeggiante di Plan Bry, nel comune di Arvier, alle falde del Mont de l'Âne. Il rientro da Combientse è possibile anche percorrendo il sentiero 5A.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd
5A - Les Combes (m. 1330) → Combientse (m. 1775 - 1h15) E
Questo tracciato, unitamente al sentiero n. 5, concorre a creare un itinerario ad anello che si sviluppa attraverso i boschi, a monte del borgo rurale di Les Combes. Dopo aver raggiunto il bivio poco oltre il villaggio, si imbocca sulla destra il sentiero che si inoltra nel fitto bosco misto di larici e abeti rossi, entro il quale, l'occhio attento potrà notare la presenza di alcune aie carbonili: piazzole artificiali create nel sottobosco, nelle quali veniva fatto ardere il legname parzialmente interrato per ottenere il carbone. Il sentiero, dopo aver descritto numerosi tornanti lungo il versante, raggiunge Combientse. Da qui si può proseguire la passeggiata lungo il percorso 5 fino a Plan Bry. Il rientro da Combientse è possibile anche percorrendo il sentiero 5.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd
6 - Cré (m. 880) → Sarral (m. 1108 - 1h20) → Sorressamont (m. 1137 - 2h20) → Buillet (m. 1030 - 2h40) → Cré (m. 880 - 3h05) T
Quest'itinerario ad anello, percorribile anche in mountain bike (13,5 km circa), si sviluppa lungo il fondovalle della bassa Valle di Rhêmes. Da Cré, si prosegue su strada asfaltata fino a raggiungere l'ampio pianoro chiamato Plan de Moral in fondo al quale, dopo aver imboccato un sentiero si raggiungono le vestigia della "Porta Ponton": qui, fino al 1889, era posizionata una porta di sbarramento in ferro con un arco di pietra che si pensa servisse, in epoca medioevale, a riscuotere un pedaggio dai viandanti. Il percorso prosegue poi su una pista tagliafuoco che taglia il versante sulla sinistra orografica del torrente, fino a raggiungere il villaggio di Sarral, nel comune di Rhêmes-Saint-Georges. Da qui, dopo aver attraversato la Dora di Rhêmes, il tracciato piega a sinistra in direzione nord, lungo la strada interpoderale di servizio al vecchio canale costruito nei primi anni del ‘900. La strada trattorabile termina nei pressi del bacino artificiale, a Soressamont. Dopodiché si prosegue, su strada asfaltata, per raggiungere il villaggio di Buillet. Da qui si continua a scendere percorrendo la vecchia strada comunale che unisce al frazione Buillet al capoluogo, Plan d'Introd. L'ultimo tratto del percorso lambisce i prati coltivati a sfalcio che circondano il capoluogo e, dopo aver attraversato il borgo del villaggio, scende fino a raggiungere il vecchio ponte sulla Dora di Rhêmes. Dopo poche centinaia di metri, si raggiunge infine Cré.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd
6A - Plan d'Introd (m. 880) → Tâche (m. 1045 - 0h40) → Sarral (m. 1108 - 1h10) T
L'itinerario proposto si sviluppa attraverso il fitto reticolo di mulattiere, strade trattorabili e sentieri che collegano le diverse frazioni del comune di Introd ed è percorribile anche in mountain bike (5 km circa). Partendo dal capoluogo si raggiunge il bivio posto poco oltre il borgo e si imbocca la strada asfaltata sulla destra. Il tracciato prosegue poi su sentiero e, dopo aver attraversato la strada regionale di Rhêmes a Delliod, si dirige verso l'imbocco della valle di Rhêmes, sulla destra orografica dell'omonima Dora. Dopo aver percorso un tratto a mezzacosta, parallelamente all'asse vallivo, si raggiunge il villaggio di Tâche che si lascia alle spalle per raggiungere, dopo aver attraversato la Dora, la pista tagliafuoco comune al sentiero 6. Da qui, dopo poche centinaia di metri, si raggiunge il villaggio di Sarral, nel comune di Rhêmes-Saint-Georges. Il rientro è possibile anche percorrendo il sentiero 6.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd
Rhêmes-Notre-Dame
8 - Artalle (m. 1723) → Casotto di Pechoud (m. 2057 - 1h15) → Chausettaz (m. 2191 - 2h00) → Casotto di Sort (m. 2295 - 3h30) → Plan di Feyes (m. 2393 - 4h45) E
Si imbocca il sentiero che sale tra larici secolari. Si attraversa poi un largo canalone detritico e si continua nel ripido bosco di larici e pini cembri, per giungere a Pechoud. Il Casotto del Parco risale al 1894 ed è uno dei più antichi. Da qui si prosegue al margine della foresta, fino a raggiungere l'alpeggio Chausettaz. Oltre al vasto panorama si possono osservare nocciolaie, galli forcelli, camosci, stambecchi e marmotte. Dall'alpeggio Chausettaz si percorre il sentiero che costeggia le pendici della Testa di Sort, fino a raggiungere il Casotto di Sort. Panoramica escursione tra larici e pioppi tremoli. Si può proseguire lungo il sentiero 7 fino al Col de Sort. A sud del Casotto del Parco, il sentiero entra in un valloncello e sale ai ruderi della montagna di Sort. Si gira a destra per guadagnare le ampie praterie alpine del Col Gollien, quindi ci si abbassa sul sentiero che aggira una zona rocciosa e raggiunge il Plan di Feyes. È frequente l'incontro con branchi di camosci. Si può proseguire sul sentiero 10 fino al Col de l'Entrelor. Da Chausettaz, si può rientrare verso il villaggio Carré (àArtalle 0.5 km a piedi) sull'itinerario 8A. È possibile rientrare verso Bruil dal Plan di Feyes con il sentiero 10 oppure ripercorrere il sentiero 8 fino al Casotto di Sort e scendere a Bruil lungo il percorso 9, o ancora rientrare sul sentiero 8 fino a Chausettaz e scendere a Bruil (àArtalle 1.7 km a piedi), Chanavey (àArtalle 1.5 km a piedi) o Carré (àArtalle 0.5 km a piedi) con i rispettivi sentieri 8C, 8B o 8A. Possibilità di utilizzare l'autobus da Bruil o Chanavey fino a Carré.
Varianti: Si può raggiungere Chausettaz anche percorrendo i sentieri 8A, 8B, 8C. Si può raggiungere il Plan di Feyes anche percorrendo il sentiero 10.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame
8A - Carré (m. 1645) → Chausettaz (m. 2191 - 1h45) E
Dal villaggio Carré, passato il ponte sulla strada regionale, risalire tutto il bosco di pini e larici, sino al raggiungimento del piano di Chausettaz, da dove avrete una splendida veduta panoramica. È facile incontrare camosci, caprioli e marmotte. La passeggiata può proseguire fino al Casotto di Pechoud e rientrare verso il villaggio Artalle (àCarré 0.5 km a piedi) sull'itinerario 8.
Varianti: Si può raggiungere Chausettaz anche percorrendo i sentieri 8, 8B, 8C.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame
8B - Chanavey (m. 1685) → Chausettaz (m. 2191 - 1h45) E
Dal villaggio Chanavey, oltrepassare il torrente, risalire parte delle piste di discesa. Sulla sinistra imboccare il sentiero molto ben evidente sino al raggiungimento del piano di Chausettaz. Pissibili incontri con camosci e galli forcelli. La passeggiata può proseguire fino al Casotto di Pechoud e rientrare verso il villaggio Artalle sull'itinerario 8 (àChanavey 1.5 km a piedi), oppure rientrare verso il villaggio Carré (àChanavey 0.5 km a piedi) sull'itinerario 8A o ancora scendere al villaggio Bruil lungo il sentiero 8C da dove potrete proseguire fino al villaggio di Chanavey seguendo il sentiero natura "Il Fondovalle". Possibilità di utilizzare l'autobus da Bruil a Chanavey.
Varianti: Si può raggiungere Chausettaz anche percorrendo i sentieri 8, 8A, 8C.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame
8C - Bruil (m. 1723) → Chausettaz (m. 2191 - 1h45) E
Attraversato, nei pressi della casa del Parco, il ponte sulla Dora di Rhêmes, imboccare sulla sinistra il sentiero che si inoltra nel bosco. Dopo aver percorso un breve tratto sulla pista forestale, il sentiero sale a destra tra boschi di conifere fino ad andare ad incrociare due piste da sci. Il sentiero sale decisamente fino a raggiungere una pietraia e successivamente l'alpe Chaussettaz, dove è facile incontrare branchi di camosci. Si può proseguire verso il Casotto di Sort sul sentiero 7 e ritornare verso Bruil scendendo a destra lungo il percorso 9. Il rientro è possibile anche attraverso lo stesso sentiero 8C per i primo tratto e poi, appena prima di incrociare gli impianti di risalita, prendere sulla destra il sentiero 8B che vi porterà a Chanavey da dove potrete proseguire fino al villaggio di Bruil seguendo il sentiero natura "Il Fondovalle". Possibilità di utilizzare l'autobus da Chanavey a Bruil.
Varianti: Si può raggiungere Chausettaz anche percorrendo i sentieri 8, 8A, 8B.
12 - Thumel (m. 1868) → Alpe Grand Vaudalaz (m. 2338 - 1h30) E
Dal parcheggio (a pagamento in alta stagione) situato poco prima di Thumel, si prosegue lungo la strada asfaltata per circa 500 metri, lasciando a sinistra le case del villaggio. Al primo tornante, si prosegue diritto sulla mulattiera che sale tra i larici e prosegue su ampie praterie. Subito dopo il ponte sul torrente Fos, si prende a sinistra lasciando il sentiero 13 per il rifugio. Si raggiunge il fondovalle, si attraversa un ponte in legno sulla Dora di Rhêmes e si prosegue fino al torrente Grand Vaudalaz che si oltrepassa grazie ad una passerella. Ora si inizia a salire con una lunga serie di tornanti lungo il ripido pendio fino a raggiungere l'alpeggio Grand Vaudalaz che viene ancora utilizzato in estate. Possibilità di proseguire per il Col Rosset sul sentiero 13A oppure verso il rifugio Benevolo sul percorso 13A. Il rientro è possibile anche percorrendo il sentiero 13A fino al rifugio Benevolo ed in seguito il percorso 13 fino a Thumel, oppure proseguendo fino alla montagna Vaudalettaz per poi seguire l'itinerario 11 che porta a Thumel.
Varianti: Si può raggiungere l'alpe Grand Vaudalaz anche dal rifugio Benevolo lungo il sentiero 13A oppure sempre da Thumel percorrendo il sentiero 11 passando per la montagna Vaudalettaz.
13 - Thumel (m. 1868) → Rifugio Benevolo (m. 2285 - 1h40/2h00) E
Dal parcheggio (a pagamento in alta stagione) situato poco prima di Thumel, si prosegue lungo la strada asfaltata per circa 500 metri, lasciando a sinistra le case del villaggio. Al primo tornante, si prosegue diritto sulla mulattiera che sale tra i larici e prosegue su ampie praterie. Subito dopo il ponte sul torrente Fos, si lascia a sinistra il sentiero 12 per il Col Rosset. Dopo una breve salita con gradoni in pietra, la mulattiera tocca un pianoro sotto la roccia, va quasi in piano e giunge in vista di una bella cascata. La mulattiera continua in lieve salita, poi piega a destra per aggirare un'opera di presa idroelettrica. Si attraversano il torrente Goletta (cascate) e poi la Dora di Rhêmes, sul ponte romano. Si lascia sulla destra l'alpe Lavassey e con tre brevi tornanti si esce a fianco del dosso erboso su cui sorge il rifugio Benevolo. Percorso adatto anche ai bambini utilizzando la strada poderale. Lungo il percorso è facile osservare famiglie di marmotte. Dal rifugio si può proseguire per numerore escursioni: per il lago Goletta e per il Col Bassac Déré sul sentiero 13D, per il Col Rosset seguendo il segnavia 13A ed in seguito il 12, per il Col Nivolettaz sul sentiero 13B, verso il Truc Tsanteleina sul percorso 13C, alla Montagna Goletta sull'itinerario 14. Il rientro è possibile anche percorrendo il sentiero 13A verso la montagna Grand Vaudalaz da cui si può già scendere a Thumel seguendo il percorso 12 oppure si può continuare fino alla montagna Vaudalettaz per poi seguire l'itinerario 11 che porta a Thumel.
13C - Rifugio Benevolo (m. 2285) → Truc Tsanteleina (m. 2640 - 1h45) → Lac Tsanteleina (m. 2696 - 2h00) → Rifugio Benevolo (m. 2285 - 3h00) E
Seguire l'itinerario 13 fino al rifugio Benevolo. Da qui si segue la strada sterrata attraversando il ponte sulla Dora di Rhêmes e si raggiunge l'alpeggio di Fond, per continuare sul margine del canyon scavato dalla Dora fino nei pressi di un torrente. Si gira allora a destra, risalendo la valletta morenica. Il sentiero sale dolcemente nel vallone dominato dalla Granta Parei fin sotto una parete e con pochi zig-zag esce a un colle. Da qui, girando a destra si raggiunge con pochi passi la panoramica sommità del Truc Tsanteleina; a sinistra invece si sale lungo una cresta morenica fino ad arrivare al suggestivo Lac Tsanteleina. Ritornati al colle, il sentiero prosegue tra pietraia ed erba fino ad un ripiano erboso. Si lascia a sinistra il sentiero per il lago Goletta e si raggiungono le baite in rovina dell'alpe Soches. Si scende quindi nella piana solcata dalla Dora di Rhêmes e dopo alcuni ponti ed una breve risalita si giunge al rifugio Benevolo. È possibile avvistare camosci.
Testo tratto dall'opuscolo "Rhêmes-Notre-Dame - Estate & Inverno" del Comune di Rhêmes-Notre-Dame
Rhêmes-Saint-Georges
4 - Coveyrand (m. 1205) → Champromenty (m. 1813 - 1h10) → Mont Blanc (m. 2203 - 2h10) → Mont Paillasse (m. 2413 - 3h45) E
Dal villaggio di Coveyrand, si segue a piedi la strada sterrata che inizia nei pressi della chiesa e ci si inoltra nel bosco. Ad un bivio si lascia a destra la strada per il bivio di Verrogne, si prosegue a sinistra, poco dopo si intravede il sentiero 3 che si stacca a destra. Si continua a salire nel bosco fino raggiungere le baite di Champromenty. Si continua per la strada poderale fino a giungere il Col du Mont-Blanc dove sorge il Casotto del Parco. Verso sinistra, un ultimo strappo permette di raggiungere la vetta del Mont Blanc. Mentre se si prosegue verso destra, si può proseguire il cammino nella direzione del Mont Paillasse. Lasciata a sinistra una diramazione segnata per la Valsavarenche si esce dal bosco, si svolta verso destra fino ad arrivare alla vetta del Mont Paillasse. Il rientro è possibile anche con il sentiero 3 verso Sarral (àCoveyrand 1 km a piedi o in autobus) oppure lungo il percorso 5 verso Voix (àCoveyrand 0.7 km a piedi).
Varianti: Si può raggiungere Champromenty anche da Sarral con il sentiero 3 oppure da Voix lungo il percorso 5.
Testo tratto dall'opuscolo "Sur les Sentiers du Saint-Père" del Comune di Introd
17 - Frassiney (m. 1322) → Feleumaz (m. 2237 - 1h30) → Alpe Changier (m. 2503 - 2h30) → Chanavey (m. 1685 - 4h45) E
Seguire il percorso fino all'alpeggio di Feleumaz. Si attraversa la conca di Feleumaz in direzione Sud fino a raggiungere il sentiero che per ampi tornanti risale verdi pascoli erbosi fino a guadagnare un colletto caratterizzato da affioramenti calcarei e distese prative arricchite da numerosissime stelle alpine. Dal colle è ottima la vista su Gran Combin a Nord e sulle punte di Entrelor e Aouille e becca Tsambeynaz in direzione Sud Est. Proseguendo in falsopiano in direzione Sud Ovest fra maestosi affioramenti calcarei e splendide stelle alpine si raggiunge l'alpeggio diroccato di Changier. A fianco dell'alpeggio in pietra, troviamo un piccolo casotto in lamiera utilizzata dai guardiacaccia della Riserva di caccia Rossi di Montelera. Al Casotto del Parco proseguire fino all'Alpe Queussenaz, attraversare il torrente e scendere fino a Chanavey (à Frassiney 3 km a piedi su strada asfaltata) o in autobus.
Varianti: Si può raggiungere Feleumaz anche da Voix lungo il sentiero 17A o da Frassiney con l'itinerario 17D oppure da Melignon lungo il sentiero 18.
Testo tratto dal sito della Pro Loco di Rhêmes-Notre-Dame www.valdirhemes.net
17B - Courthoud (m. 1676) → Alpeggio L'Or Damon (m. 1917 - 0h50) → Feleumaz (m. 2237 - 2h30) E
Dal villaggio di Courthoud sulla sinistra orografica, seguendo la strada sterrata di nuova costruzione, si arriva fino all'alpeggio di L'Or Damon. Il sentiero si trova dietro le case dell'alpeggio con segnavia 17, conduce prima ad Ovest e, dopo aver incrociato il sentiero proveniente dal basso, gira a Sud spuntando su di una radura erbosa. Da qui con una diagonale soleggiata attraversa il fianco scosceso della montagna, risalendo nella parte finale, ed aggirando un cocuzzolo con una croce. Spunta poi all'improvviso sul vallone di Feleumaz e sulla sottostante costruzione dell'alpeggio omonimo.
Testo tratto dal sito del Comune di Rhêmes-Saint-Georges www.comune.rhemes-st-georges.ao.it
18 - Melignon (m. 1580) → Feleumaz (m. 2237 - 2h00) E
Dal caratteristico villaggio di Melignon si percorre una lunga diagonale, (segnavia 18 mal indicato e spesso sentiero poco agevole causa erba alta), in direzione Nord che va ad attraversare pascoli erbosi passando a monte delle abitazioni della frazione La Barman fino a raggiungere un torrente. Il sentiero comincia ora ad inerpicarsi per un rado bosco di ontani e larici sulla destra orografica del torrente, che non verrà mai attraversato. Seguendo il sentiero si raggiunge la conca di Feleumaz dove troviamo l'omonimo alpeggio recentemente ristrutturato. Si può proseguire lungo il sentiero 17 o 17D fino a Frassiney (àMelignon 4.5 km su strada asfaltata o in autobus) oppure continuare l'itinerario 17 fino a Chanavey di Rhêmes-Notre-Dame (àMelignon 3 km a piedi su strada asfaltata o in autobus) o ancora lungo il sentiero 17A fino a Voix (àMelignon 6 km a piedi su strada asfaltata o in autobus).
Varianti: Si può raggiungere Feleumaz anche da Voix lungo il sentiero 17A o da Frassiney con l'itinerario 17 o 17D.
Testo tratto dal sito della Pro Loco di Rhêmes-Notre-Dame www.valdirhemes.net
Saint-Nicolas
SENTIERO PANORAMICO - Chaillod (m. 1290) → Rumiod (m. 1265 - 0h50) T
Percorrendo la strada che dopo Chaillod sale verso Vetan, appena prima del villaggio di Ravoise, troverete sulla destra l'imbocco del sentiero che attraversa il bosco; il percorso poderale è molto apprezzato dalle famiglie con bambini per il lieve dislivello, l'ottima esposizione al sole e per lo stupendo panorama che offre sul fondovalle e sui monti del Gran Paradiso. Si può proseguire fino al Grand-Sarriod lungo l'itinerario 22 e scendere poi verso Chaillod seguendo il sentiero 16 (tratto meno adatto a bambini).
19 - Vens (m. 1735) → Lac du Joux (m. 1893 - 0h25) → Col de Joux (m. 1930 - 0h35) → Alpeggio Bettex (m. 2060 - 1h25) → Lac Leysser (m. 2397 - 2h00) → Col Palettaz (m. 2707 - 2h30) E+EE
Raggiungere il Col di Joux a piedi o in auto. Poco sopra il laghetto, sulla destra, la pianeggiante strada interpoderale che costeggia il suggestivo vallone di Vertosan. Si prosegue poi attraverso il bosco di larici, lungo la sinistra orografica del torrente, fino a raggiungere il Lac Leysser. Da qui si avanza, senza l'ausilio di un sentiero tracciato, verso l'ultimo ripido costone del Col Palettaz. È possibile proseguire poi sul lato opposto per raggiungere, attraverso ampi pascoli, l'abitato di Vetan (segnavia 13A e 13) oppure ritornare a Vens abbandonando il sentiero che scende fino a Vetan e proseguendo fino al bivio in prossimità dell'alpeggio L'Or (m. 2130). Prendere a destra nei pressi dell'alpeggio Pesse Damon (m. 2224) e continuare fino agli alpeggi di Tsecrousa (m. 2400), Sécheron (m. 2152) e Leitanaz (m. 1853). Da qui, si arriva di nuovo a Vens, seguendo il percorso 17.
Varianti: Si può percorrere in auto, ma per poter ammirare meglio i panorami è consigliabile fare il tragitto a piedi. Si può raggiungere il Col du Joux sempre da Vens ma con il sentiero 30A. Volendo si può prolungare la passeggiata partendo da Cerlogne lungo il percorso 18.
Testo tratto dall'opuscolo "Itinerari facili per più stagioni" dei Comuni di Avise, Saint-Nicolas e Saint-Pierre
30 - Vens (m. 1735) → Jovençan di Avise (m. 1866 - 1h20) E+EE
Dal villaggio di Vens scegliete il sentiero che lascia sulla destra l'alpeggio Maisonettes mantenendo sulla sinistra il torrente di Vertosan fino ad incontrare la strada poderale. Si prosegue a destra, lasciando sulla sinistra il bivio che scende verso il villaggio di Vedun. Il rientro è possibile anche lungo il percorso 19.
30A - Vens (m. 1735) → Col du Joux (m. 1930 - 1h00) E+EE
Il sentiero parte a monte del villaggio di Vens, dopo un breve tratto pianeggiante si imbocca, sulla destra il sentiero che porta ai resti delle tre miniere d'oro. Il sentiero prosegue, diventando impegnativo per la forte pendenza del terreno, verso il Mont Joux (m. 1979). Si attraversa un suggestivo bosco, con vista sul Monte Bianco, per sbucare sulla strada interpoderale del Col du Joux. È possibile proseguire lungo la strada poderale seguendo l'itinerario 19 in direzione di Jovençan fino all'altezza dell'alpeggio Maisonnettes sulla sinistra e prendere il sentiero 30 in direzione Vens. Il rientro è possibile anche lungo il percorso 19.
Varianti: Si può raggiungere il Col du Joux sempre da Vens ma con il sentiero 19.
Testo tratto dall'opuscolo "Itinerari facili per più stagioni" dei Comuni di Avise, Saint-Nicolas e Saint-Pierre
Valgrisenche
Valgrisenche (m. 1662) → Lac de Beauregard (m. 1710 - 3h00) E
Imboccate la strada che risale la Valgrisenche fino al Capoluogo: la diga non è molto lontana. Dopo il paravalanghe troverete un bivio: deviate verso la strada a tornanti che sale verso Bonne e che, dopo l'abitato, diventa panoramica seguendo tutto il perimetro del lago. Più avanti incontrerete le case di Menthieu: di qui si vedono bene sia il lago sia il vallone di Plontaz, chiuso tra la punta Feleumaz, la becca Pré d'Amont e la becca di Tey. La strada continua in leggera salita fino a uno sperone roccioso che si sporge verso il lago: di qui la vista è molto suggestiva, e ha sulla sinistra molte cime della vallata e i ghiacciai di Giasson e dell'Invergnan. Verso l'alta valle, da destra verso sinistra, potrete ammirare i ghiacciai dell'Ormelune e di Suzey ai piedi della punta Maurin, e poi i ghiacciai di Plattes des Chamois, di Tavellaz e di Traversaz. Di qui in poi la strada è in leggera discesa fino al bivio per il lago di Saint Grat e il Col du Mont, poi la pendenza si accentua fino a giungere al paese di Surrier (m. 1785). Andando oltre supererete un ponte e troverete il bivio per il rifugio Bezzi: qui c'è il villaggio di Usellières, che è circa a metà dell'itinerario. Di qui inizia la strada verso il punto di partenza, costeggiando a picco il lago fino alla diga. Sulla vostra sinistra potrete ammirare cime come la testa del Rutor, il Château Blanc e, alla loro base, il ghiacciaio di Morion. Con un po' di attenzione, sul fondo del lago potrete notare i ruderi del villaggio di Fornet: questo e altri piccoli centri dovettero essere abbandonati quando, ultimata la diga, si iniziò a riempire l'invaso. Proseguite la strada fino a Mondan ges, e di qui rientrerete a Valgrisenche. La diga di Beauregard (1770 m) si trova a monte di Valgrisenche, sul territorio di Bonne. Lo sbarramento in cemento armato, costruito nel 1954, chiude completamente la valle. L'invaso è di notevoli dimensioni, ma per motivi di sicurezza il livello delle acque viene tenuto molto più basso rispetto alla massima capacità.
Via Ferrata "Béthaz-Bovard" - Valgrisenche (m. 1662) → Becca de l'Aouille (m. 2600 - 1h40) EEA
Per accedere alla via ferrata si deve oltrepassare il Capoluogo di Valgrisenche e prima di imboccare il paravalanghe svoltare a destra fino a raggiungere il magazzino delle fontine. Si consiglia di lasciare la macchina nel piazzale antistante la Caserma Giordana (prima del magazzino delle fontine). Percorrere circa 30 metri di strada fino a raggiungere l'inizio della ferrata che si trova oltre l'ingresso del magazzino. Chi frequenta Valgrisenche ed è appassionato di montagna, percorrendo la ferrata ha l'opportunità di regalarsi una gita fuori dall'ordinario, godendo di un panorama stupendo e provando parte di quelle sensazioni riservate agli alpinisti delle grandi pareti. Il percorso, che dal Capoluogo conduce ai 2600 mt della Becca de l'Aouille anche se non presenta vere e proprie difficoltà alpinistiche, si snoda su pareti di roccia a tratti verticali e l'esposizione al vuoto è costante, si consiglia pertanto la salita della ferrata solo a chi abbia un minimo di dimestichezza con i materiali e con l'altezza o a chi sia accompagnato da persone esperte. L'intero itinerario è servito da scalini in ferro a fianco dei quali è fissata la corda di sicurezza. Il materiale necessario è composto da imbragatura, cordone con dissipatore e 2 moschettoni a ghiera, casco e scarponcini, oltre al consueto corredo per una gita in montagna. Dal Capoluogo salire al magazzino delle fontine, la ferrata ha inizio pochi metri oltre la costruzione. Dopo circa 40 minuti si raggiunge il sentiero militare (m. 1850 circa) che sale dal Forte (17), percorrerlo in salita per un breve tratto sino ad incontrare nuovamente gli scalini metallici della via. Da qui, dopo circa 45 minuti, con alcuni tratti verticali, si raggiunge una zona pianeggiante (m. 2100 circa). Dopo alcuni grossi massi imboccare il sentiero in direzione N che in circa 15 minuti di traversata, perdendo un po' di quota, conduce alla base del tratto più impegnativo della salita. Superato il paretone ci si porta sul versante N e lungo placconate e cenge si guadagna la cresta che con alcuni passaggi esposti conduce sino alla Becca de l'Aouille. Il rientro si può effettuare lungo il sentiero 18, sia scendendo alla volta del villaggio di La Béthaz, sia salendo sino al Morion (m. 2916) e da qui scendendo a Bonne seguendo l'itinerario 16. Anche se possibile in caso di necessità la discesa lungo la via ferrata è sconsigliata. Dal ripetitore salire ancora circa 200 metri verso la vetta e seguire le tracce che scendono sul versate N. Superati alcuni tratti ripidi, attrezzati con fune metallica, scendere nel vallone e sul lato opposto prendere il sentiero che in direzione N scende a La Béthaz (ore 2.00 - 2.30 dalla vetta) o che in direzione opposta conduce al Morion (ore 3,00- 3.30 dalla vetta a Bonne).
La via ferrata "Bethaz - Bovard" alla Becca dell'Aouille è stata realizzata agli inizi degli anni '90 e con i suoi 1000 metri di dislivello si colloca tra le ferrate più impegnative, che richiedono una buona esperienza di montagna ed una discreta forma fisica.
La ferrata si divide in 4 tronconi:
1° - Dal magazzino delle fontine al sentiero 17 a quota 1930 m: tratto impegnativo con alcuni punti esposti.
2° - Dal sentiero 17 alle Grandes Laures a quota 2180 m: tratto mediamente esposto. Da quota 2180 possibile ridiscendere al sentiero 17 e da qui a Valgrisenche.
3° - Da quota 2180 a quota 2350: tratto composto da una parte iniziale su sentiero e da una seconda parte su parete verticale, impegnativo ed esposto. A quota 2350 m è possibile collegarsi al sentiero 18 e scendere al villaggio di La Béthaz.
4° - Da quota 2350 al pannello ripetitore (quota 2600 m) nei pressi della cima: tratto su placca e su cresta nella parte finale, mediamente impegnativo.
I percorsi di rientro:
1° - Verso il villaggio di La Bethaz, seguendo il sentiero 18 (2h00 circa).
2° - Salire ai laghi del Morion e da lì scendere al villaggio di Bonne: sentieri 18 e 16 (2h30 circa).
3° - Scendere direttamente al capoluogo di Valgrisenche lungo il sentiero delle Grandes Laures che diparte dal sentiero 18 (quota 2630 m).
N.B. In caso di impraticabilità trovereste appeso al 1° gradino un cartello. Vi consigliamo di rispettarlo.
Regole da seguire
La salita della ferrata non è una semplice escursione e richiede una minima esperienza di montagna o di arrampicata. Nel dubbio rivolgetevi ad una guida alpina.
Testo tratto dal sito delle Guide Alpine di Valgrisenche www.guidevalgrisenche.com
4 - Alpe Borègne di Arvier (m. 2000) → Alpe Plontaz (m. 2306 - 4h00) E
Questo itinerario si può considerare una vera e propria balconata sulla Valgrisenche. Senza doversi impegnare in salite lunghe e faticose, percorrendo questo sentiero si può apprezzare a pieno la bellezza della parte inferiore della valle mentre in alto lo sguardo spazia dal Ghiacciaio del Ruitor alla Grande Sassière. Seguire l'itinerario 4B fino all'Alpe Borègne. Da qui il sentiero, che si imbocca appena dietro alle case, sale ancora dolcemente sino alla Peichou. In leggera discesa si prosegue poi alla volta di Verconey (1980 mt) e da qui, seguendo la strada interpoderale, si raggiungono i ruderi inferiori di Maison Forta (2200 mt). Lasciata la strada all'altezza di alcune vasche dell'acquedotto si prosegue lungo il sentiero diventato più stretto e oltrepassate le vasche poste lungo l'itinerario 6 (2250 mt) si raggiunge Plan Serdzent dove sono ancora ben visibili i ruderi delle casermette di fine ottocento. Ancora un tratto in salita lungo il sentiero militare e una breve traversata in piano conducono all'Alpe di Plontaz, sul versante destro dell'omonima conca. È possibile creare un anello scendendo da Verconey (in alcuni casi indicato come Vercoreyaz) sull'Alta Via n° 2 fino a Revers passando per Prariond.
Varianti: È possibile raggiungere questo sentiero sia partendo da Planté attraverso l'itinerario 5 che conduce all'Alpeggio di Verconey, sia partendo da Valgrisenche e seguendo l'itinerario 6 per la Becca di Quatro Dé sino alle vasche dell'acquedotto a quota 2250. È possibile arrivare all'Alpe Borègne anche lungo il sentiero 4 che parte dal villaggio di Grand Haury da Arvier.
Testo tratto dal sito delle Guide Alpine di Valgrisenche www.guidevalgrisenche.com
6 - Valgrisenche (m. 1662) → Becca di Quatro Dé (m. 2640 - 3h00) → Col de Feleumaz (m. 3001 - 5h00) E
Con questo itinerario vogliamo proporvi una passeggiata dai notevoli contenuti storici che vi condurrà al Col Feleumaz, passando per la Becca dei Quattro Denti, uno dei punti più panoramici della Valgrisenche. La parte centrale del percorso si snoda sulle mulattiere costruite a servizio delle fortificazioni di epoca napoleonica di Maison Forte e dei ricoveri militari della Becca dei Quattro Denti, in particolar modo il ricovero Testafochi risalente a fine secolo scorso. Dal ricovero sono ben visibili, in direzione dell'Alpe di Verconey (in alcuni casi indicato come Vercoreyaz) (Nord), a circa 2300 metri di quota, resti delle fortificazioni di Maison Forte costruite nel XVIII secolo come postazioni di artiglieria per sbarrare il passo alle armate di Napoleone che attraverso il Col du Mont avrebbero facilmente potuto accedere alla Valle di Aosta. Il percorso presenta inoltre degli scorci panoramici di rara bellezza che permettono di ammirare la Valgrisenche in tutta la sua maestosità. Si parte direttamente da Valgrisenche imboccando il grande ponte in cemento al centro del capoluogo (Pont di Canon) e la strada interpoderale che conduce all'alpeggio di Les Adrets, da qui ci si inoltra nel bosco di larici e abeti sul comodo sentiero. Oltrepassate le vasche dell'acquedotto (m. 2250 circa), dove si interseca l'itinerario 4 che dall'Alpe di Borègne conduce sino al Vallone di Plontaz, si sale lungo il largo sentiero militare che però si perde dopo circa 150 metri di dislivello. Da questo punto è preferibile salire sino al bivacco Testafochi (situato poco oltre la Becca di Quatro Dé) lungo i terrazzamenti paravalanghe in quanto la mulattiera è in diversi punti impraticabile anche se sono ancora ben visibili le notevoli opere in muratura realizzate a fine ottocento. Dal bivacco Testafochi ci si inoltra nella parte alta del Vallone di Plontaz seguendo l'evidente sentiero a mezzacosta che conduce all'imbocco del vallone alla base del Colle di Feleumaz. Risalendo il vallone il sentiero svanisce e l'ultima parte del percorso si svolge su ghiaioni che, anche se di difficile percorrenza, vi condurranno in breve tempo allo stretto intaglio del colle. È assolutamente sconsigliata la discesa dal versante della Val di Rhêmes per via delle ricorrenti scariche di sassi e per l'elevata pendenza del canalone che conduce nel Vallone di Feleumaz. Il rientro è possibile lungo il sentiero 7 fino a Mondanges (→Valgrisenche 0.5 km a piedi su strada asfaltata) passando per Plontaz, Praz Londzet e Prariond. Inoltre è possibile il rientro sempre seguendo il sentiero 7 fino a Plontaz, prendendo poi il percorso 4 per arrivare fino al bivio con il sentiero 6 lungo il quale si scende a Valgrisenche.
Varianti: Si può arrivare al Col de Feleumaz anche con il sentiero 7.
Testo tratto dal sito delle Guide Alpine di Valgrisenche www.guidevalgrisenche.com
8 - Mondanges (m. 1652) → Col Quesseunaz (m. 2896 - 5h00) E
L'itinerario che conduce al Colle di Quesseunaz vi porterà a conoscere il bellissimo vallone di Plontaz, attraverso pascoli fioriti, dall'ottimo foraggio, con il quale si produce una delle migliori fontine della Valle d'Aosta. Salendo incontrerete numerosi alpeggi, molti dei quali purtroppo caduti in rovina. Partendo dal villaggio di Mondanges, poco oltre il Capoluogo, si imbocca il sentiero che ha inizio nei pressi dell'area sportiva (lato Sud). Dopo circa un'ora di marcia nel fresco del bosco, in corrispondenza dei ruderi del Benevy, poco sopra la cappellina di Prariond, ci si immette nella parte bassa del Vallone di Plontaz. Proseguendo per il sentiero alla volta dell'Alpe di Le Bois si passa ai piedi di alcuni larici dalle dimensioni imponenti, alberi ultracentenari sicuramente tra i più vecchi della Valle. All'Alpe Le Bois si attraversa il ponticello in cemento, si segue la strada interpoderale per poco meno di un chilometro e giunti nei pressi dei ruderi di Pra Londzet ci si immette nuovamente sul sentiero. Salendo, prima per mirtilleti e gineprai e poi per ampi pascoli solcati da scintillanti ruscelli si giunge all'Alpe del Plan de la Breille. Se fino a qui avrete sicuramente sentito l'acuto fischio della marmotta e probabilmente ne avrete vista qualcuna fuggire al vostro arrivo, d'ora in avanti prestate attenzione poiché potreste imbattervi in qualche branco di camosci o di stambecchi che hanno deciso di approfittare del buon foraggio del Vallone di Plontaz e stanno tranquillamente pascolando. Oltre il Plan de la Breille il sentiero non è più sempre evidente e malgrado i segnavia gialli sulle rocce siano numerosi, è facile perdere la traccia, questa eventualità non presenta tuttavia dei grossi problemi in quanto una volta giunti intorno a quota 2650-2700 mt, il Colle risulta evidente sulla destra del Vallone dal quale è raggiungibile in circa 45 minuti di cammino su terreno piuttosto faticoso e cedevole. Su alcune cartine è riportato un sentiero, ormai in disuso, che dal colle scende a Rhêmes, a causa del cattivo stato dello stesso e della forte pendenza del vallone è però sconsigliabile intraprendere tale discesa. È possibile il rientro seguendo il sentiero 4 fino a Plontaz, per arrivare fino al bivio con il sentiero 6 lungo il quale si scende a Valgrisenche (→Mondanges 0.5 km a piedi su strada asfaltata).
Varianti: In alternativa si può scegliere come punto di avvio il villaggio di Le Rocher, situato al di sopra della diga, partendo da una quota superiore si evita circa un'ora di cammino e la gita diventa un po' meno faticosa.
Testo tratto dal sito delle Guide Alpine di Valgrisenche www.guidevalgrisenche.com
9A - Usellières (m. 1778) → Rifugio Chalet de l'Epée (m. 2370 - 1h45) E
Dal bivio prima della frazione Usellières, dove termina la carrozzabile della Valgrisenche, imboccare la sterrata che conduce anche al Rifugio Bezzi. Al primo bivio si piega a sinistra, passando a monte delle baite di Arolla. Si prosegue poi verso il Rifugio Chalet de l'Epée passando per gli alpeggi Arp Nouva e Epée. Si può seguire la strada sterrata con i suoi comodi tornanti fino al rifugio oppure optare per il sentiero che a volte attraversa la poderale. Dal rifugio si può proseguire fino al Col Fenêtre lungo l'itinerario 9B, verso il rifugio Bezzi sul sentiero 11 e rientrare poi a Usellières.
Varianti: Il rifugio è raggiungibile da Mondanges attraverso il sentiero 9.
11 - Rifugio Chalet de l'Epée (m. 2370) → Alpage Mont Fortchat (m. 2182) → Col Refreita (m. 2607) → Rifugio Bezzi (m. 2284 - 4h30) E
Si segue il sentiero 9A fino al rifugio Chalet de l'Epée. Da qui, oltre il ponte si scende su sterrata all'Alpe de l'Epée (m. 2345). Si devia a sinistra sul sentiero balcone che taglia prima a ovest e poi a sud. A un bivio si prende a sinistra. Nel Vallone dell'Invergnan si prosegue in piano; a un bivio si va a destra (a sinistra si sale al bivacco Ravelli), poi si piega ad ovest e si attraversa il torrente, sotto il ghiacciaio. Procedendo sulla morena, si attraversano altri due torrenti ai piedi dei ghiacciai. Si sale a tornanti (ovest) a un colletto sulla cresta sud del Mont Carré (indicato anche come Refreita). Si scende sul lato opposto, a sud ovest, si tagliano i pendii sotto la Becca Giasson e si passano tre torrenti, salendo poi oltre il torrente San Martino. Si continua tra i pascoli; il bivio ci si alza a destra e si arriva ai Laghi di San Martino. Ridiscesi al bivio, si prende a destra e, con strette svolte in discesa, si perviene al rifugio Bezzi. Da qui si prosegue lungo il sentiero 12 che porta a Usellières (→Mondanges 5 km a piedi su strada asfaltata) per concludere l'itinerario ad anello.
Varianti: Il rifugio è raggiungibile da Mondanges attraverso il sentiero 9.
Testo di Gian Luca Boetti tratto dalla "Rivista della Montagna"
12 - Usellières (m. 1778) → Rifugio Bezzi (m. 2284 - 1h45) E
Dal bivio prima della frazione Usellières, dove termina la carrozzabile della Valgrisenche, imboccare la sterrata, che costeggiando il torrente conduce agli alpeggi di Tsalé e Saxe Savoie. Da qui inizia il sentiero che in circa 50 minuti conduce al rifugio Bezzi. Adatto ai bambini lungo la strada sterrata fino al sentiero. Dal rifugio si può proseguire per numerore escursioni: verso il rifugio Bezzi sul sentiero 11 e rientrare poi a Usellières, per il Lac de Saint-Martin sul percorso 12A, per il Col Bassac lungo il sentiero 12B, per il Col Bassac Déré sull'itinerario12C, verso il Col Vaudet, il Col du Lac Noir e il Lac de Vuert lungo i sentieri 12D/12E.
14 - La Rognettaz (m. 1920) → Lac de Saint-Grat (m. 2460 - 2h15) E
Si prende la strada sterrata che svolta a destra all'inizio della discesa verso Surrier, in località La Rognettaz, fino a raggiungere le costruzioni di Grand Alpe. Si prosegue lungo la strada fino ad arrivare al fabbricato dell'Alpe Révéraz dove ha termine la strada interpoderale. Si lascia a sinistra il sentiero che porta al Col du Mont e si continua costeggiando il torrente Grand-Alpe che sgorga direttamente dal lago. Dopo aver attraversato il Rio del Lago si sale più nettamente sulla destra orografica. Superato un ripido gradino, si raggiunge la chiesetta di San Grato e la sponda meridionale dell'omonimo lago. Per il rientro è possibile seguire gli itinerari 14A/14B e poi 15 per arrivare al villaggio di Bonne (→La Rognettaz 3.5 km a piedi su strada asfaltata). Percorso adatto anche ai bambini fino all'Alpe Révéraz.
Varianti: Si può raggiungere il lago anche dal villaggio di Bonne lungo gli itinerari 15 e poi 14A o 14B.
14A - Bonne (m. 1810) → Lac de Saint-Grat (m. 2460 - 3h00) E
Seguire il sentiero 15 fino alla conca di Arp-Vieille. Prendere il sentiero che si stacca verso sinistra e contornando le pendici del Mont Pelà, sale fino a quota 2360 circa. Continuare in leggera discesa per toccare l'alpeggio di Réveraz Damon da dove il sentiero attraversa le ampie praterie per salire infine sulle rive del lago. Per il rientro è possibile seguire il percorso 14B e poi 15 per arrivare di nuovo al villaggio di Bonne, oppure il sentiero 14 fino a La Rognettaz (→Bonne 3.5 km a piedi su strada asfaltata).
Varianti: Si può raggiungere il lago anche con il sentiero 14B.
14B - Bonne (m. 1810) → Lac de Saint-Grat (m. 2460 - 3h00) E
Seguire il sentiero 15 fino alla conca di Arp-Vieille e si prosegue ignorando il sentiero 14A che si stacca verso sinistra. Al prossimo bivio, si prende a sinistra per arrivare fino all'alpeggio di Réveraz Damon da dove il sentiero attraversa le ampie praterie per salire infine sulle rive del lago. Per il rientro è possibile seguire il percorso 14A e poi 15 per arrivare di nuovo al villaggio di Bonne, oppure il sentiero 14 fino a La Rognettaz (→Bonne 3.5 km a piedi su strada asfaltata).
Varianti: Si può raggiungere il lago anche con il sentiero 14A.
16 - Bonne (m. 1810) → Rifugio Degli Angeli (ex rifugio Scavarda) (m. 2916 - 3h00) E
Si prende la strada interpoderale che sale alla conca di Arp Vieille, al primo tornante si lascia a destra la diramazione per Alpettaz e si prosegue a svolte passando accanto al fabbricato dell'Alpe Botsat. Una volta usciti dal bosco, si raggiungono dei pascoli, infine si arriva all'alpeggio dell'Arp-Vieille. Si seguono le indicazioni, fino a giungere al fabbricato militare del ricovero Capitano Crova. Lasciando a sinistra il fabbricato, si prosegue in piano, poi si riprende a salire ai piedi delle bastionate rocciose che sorreggono il Ghiacciaio del Moriond. Superato un cocuzzolo erboso si prosegue verso destra fino ad oltrepassare una stretta sella, dove si trova una breve discesa che porta al rifugio Degli Angeli. Si può proseguire fino ai Lacs de Morion (itinerario 18). Il rientro è possibile percorrendo di nuovo il sentiero 16 e scegliendo poi l'itinerario 17 che dall'Arp Vieille scende fino al Capoluogo (→Bonne 2.5 km a piedi su strada asfaltata) oppure lungo il sentiero 18 che dai Lacs de Morion scende fino a La Béthaz (→Bonne 4.5 km a piedi su strada asfaltata).
Varianti: Si può raggiungere il rifugio anche da Valgrisenche sul sentiero 17 per poi continuare sul 16 o da La Béthaz lungo l'itinerario 18.
18 - La Béthaz (m. 1625) → Lacs de Morion (m. 2801 - 4h30)
Lasciare l'auto alle ultime case del villaggio di La Béthaz e incamminarsi lungo il breve tratto di strada sterrata al cui culmine inizia il sentiero. Si giunge all'Alpe Miollet (mt 1895) dopo aver superato le omonime palestre di arrampicata e, appena oltrepassata la baita, si attraversa il torrente su una comoda passerella. Da qui il largo sentiero militare sale fra mirtilleti e larici secolari con una serie infinita di tornanti sino a portarsi dietro alla Becca de l'Aouille. IL panorama è di ampio respiro, sono ben visibili la Valgrisenche e la valle centrale con la città di Aosta, in alto lo sguardo spazia dal Grand Combin al Cervino al Monte Rosa. Oltrepassando la cresta della Becca de L'Aouille gli spazi si aprono ulteriormente: la conca di Plontaz fa bella mostra di sé con i suoi verdi pascoli, procedendo verso l'alta Valgrisenche si possono ammirare i scintillanti nevai della Grande Rousse del Colle di Giasson e si inizia a intravedere la Grande Sassière, in lontananza spicca massiccia la sagoma del Gran Paradiso. Si giunge in breve ai laghetti del Morion, autentici smeraldi incastonati ai piedi delle morene dell'omonimo ghiacciaio. Dai laghi, si può proseguire ancora salendo di un centinaio di metri fino al Morion (mt 2916) dove sorge il Rifugio Degli Angeli, senz'altro uno dei punti più panoramici di tutta la Valgrisenche. Se volete realizzare una bella traversata salite ancora pochi metri sino al colletto dietro il rifugio e imboccate il comodo sentiero 16, scenderete quindi nel vallone dell'Arp Vieille e potrete raggiungere Bonne continuando lungo il sentiero 16 (→La Béthaz 4.5 km a piedi su strada asfaltata) oppure il Capoluogo imboccando il sentiero 17 all'altezza delle baite dell'Arp Vieille (→La Béthaz 2 km a piedi su strada asfaltata).
Varianti: I laghi sono raggiungibili anche partendo dal Capoluogo lungo l'itinerario 17 o da Bonne sul sentiero 16.