I castelli aperti al pubblico sono visitabili in estate e, alcuni, durante tutto l'anno; in allegato troverete gli orari di apertura.

Il castello, aperto al pubblico in estate, sorge su un promontorio protetto dalle aspre gole del torrente Savara e della Dora di Rhêmes, da qui il nome di Introd "entre-eaux" = tra le acque.
È formato da un corpo di abitazioni a pianta poligonale, sviluppato aderendo all'iniziale cinta con un cortile interno. Al centro del cortile si eleva il mastio a pianta quadrata che ha la particolarità di avere l´ingresso originario a diversi metri dal suolo.
Secondo molti autori la costruzione risalirebbe al 1260 ad opera di Pierre Sarriod d´Introd. La torre è senz'altro più antica: risulta infatti già citata in una autorizzazione nella castellania di Châtel-Argent nel 1244.
Due incendi del secolo scorso bruciarono buona parte dei fabbricati, gli archivi e, purtroppo, tutto il prezioso arredamento. Quando il castello venne ricostruito nel 1910, venne fatta sparire ogni testimonianza araldica dei proprietari primitivi. Tale opera ne modificò la pianta, trasformandola da poligonale a circolare.

Collocato su di uno sperone roccioso, inconfondibile per la sua foggia fiabesca, il castello di Saint Pierre rappresenta un "uniqum" nel suo genere.
Le quattro torrette laterali in pieno stile neo-gotico (aggiunte nel XIX secolo) rendono magico e quasi irreale quello che risulta essere uno tra i più antichi manieri della regione. La struttura primitiva dovrebbe risalire al XII secolo in quanto nella famosa Carta delle Franchigie del 1191 figurano i nomi dei fratelli "de castro Sancti Petri" comproprietari di una parte del castello.
Tra i proprietari che si susseguirono merita una citazione Pietro Filiberto Roncas che ampliò il castello e diede al suo interno numerosi ricevimenti. Da allora, era il Seicento, il castello subì diverse modifiche e soprattutto cambiò più volte i proprietari. Oggi, divenuto di proprietà del Comune di Saint-Pierre, viene utilizzato come sede del Museo Regionale di Scienze Naturali.
A partire dal 2008 prende l'avvio un importante processo di riqualificazione dell'edificio storico e del museo stesso grazie alla decisione dell'Amministrazione regionale di erogare un cospicuo finanziamento per la realizzazione di interventi di restauro e risanamento conservativo nonché per il riallestimento museale. Le sale espositive pertanto rimarranno chiuse al pubblico.

Poco distante dal più vistoso castello di Saint-Pierre, si trova quello che è considerato giustamente come il più autentico dei due castelli: il Sarriod de la Tour.
All´antico mastio sono stati aggiunti vari altri corpi di fabbrica. In quello a nord vi è il salone d´onore con un bellissimo soffitto reso particolare dalla travatura decorata da più di 180 figurine scolpite (secolo XV). L'entrata odierna (una porta con un arco ogivale, scalinata in pietra a pianta semicircolare) ricorda da vicino il castello di Fénis.
Il castello Sarriod de la Tour venne fatto erigere dalla famiglia Sarriod che ne mantenne il possesso sino al 1923. Dal 1970 è di proprietà regionale ed è raggiungibile oltre che dalla S. S. 26 anche da un piacevole percorso che lo collega al centro del paese.

È situato su un promontorio che
domina la piana aostana sulla strada per il Monte Bianco, poco oltre il bivio per Cogne. La costruzione attuale è formata da un corpo longitudinale con una torre quadrata posta nel centro.
Fu costruito nel 1710 da Giovanni Francesco Ferrod di Arvier sui resti di una casaforte del 1242. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1869 il castello fu acquistato e trasformato dal re d'Italia
Vittorio Emanuele II che lo utilizzò come residenza durante le battute di caccia. Il castello fu abitato per villeggiatura da Umberto e Maria José.
Nel 1989 la Regione Valle d'Aosta ha acquistato il complesso per restaurarlo. Il castello si presenta ora come residenza alpina e come
museo della presenza sabauda in Valle d'Aosta. Famosissimi il salone e la galleria decorati con i trofei di caccia del re.

Vedete quell'edificio costituito da un fabbricato di tre piani al cui fianco si trova una torre quadrata? E' il castello di Avise. Particolarmente interessanti sono il motivo decorativo a caditoie della torre e, sul lato Sud, la bella serie di finestre geminate con motivo a chiglia rovesciata. Il castello di Avise, in parte di proprietà comunale, è stato innalzato da Bonifacio di Avise nel 1492. Al corpo prismatico di quattro piani si affianca una torre quadrangolare ornata in alto da archetti carenati. Le tracce di diverse fasi architettoniche nella struttura del castello e la presenza di elementi lapidei antichi (architravi, cornici di finestre), graffiti testimoniamo la reale complessità delle sovrapposizioni storiche. Nella sala delle mensole al primo piano vi sono 14 mensole di legno, di datazione incerta, scolpite con figure di animali, mostri e personaggi. I dipinti con le insegne araldiche sulla cappa del camino del piano terra indicano in modo esaustivo la committenza e la datazione della coeva decorazione delle volte della sala. I tre stemmi si riferiscono in modi diversi alla persona di Leonard D'Avise. In asse con quello inferiore, il camino del primo piano conserva una ricca decorazione in stucco che raffigura lo stemma matrimoniale con le insegne delle famiglie D'Avise e Nus. La realizzazione della decorazione di questo camino si colloca nella seconda metà del XVII secolo.

L´abitato di Villeneuve raccolto lungo la Dora e dominato da un costone roccioso convive ormai da secoli con le rovine del castello di Châtel-Argent. Il promontorio, importante per la sua posizione strategica, era già abitato in epoca protostorica così come ai tempi dei Romani. Il castello è un vasto recinto con fortificazioni ed una torre di vedetta anche all´esterno. Sul lato est si trova la Cappella che costituisce la parte più antica del complesso (secolo XI-XII). La parte ovest del recinto è delimitata da un muro difensivo nel quale è praticato l´ingresso. Questa seconda recinzione conteneva il corpo d´abitazione ormai distrutto, addossato alla cinta, la cisterna voltata ed il mastio a pianta circolare. La porta d´ingresso era posta a diversi metri di altezza mentre le uniche luci sono le feritoie quasi invisibili esternamente. Le rovine del castello sono visitabili grazie ad un percorso circolare che le collegano al centro di Villeneuve. La sua felice posizione ha fatto in modo che il castello restasse sempre nelle mani del conte di Savoia. Il toponimo Castrum Argenteum figura già nel 1176 e studi recenti hanno dimostrato che il castello fu costruito nell´aspetto attuale verso il 1275 forse dal Master James of Saint George, architetto del conte Pietro II, già attivo nel Galles.